Giovedì 19 Luglio 2018 | 02:23

«Tap e luminarie» Alla festa di Scorrano volano schiaffoni

di MAURO BORTONE
SCORRANO - Il logo Tap che campeggia sulle luminarie di Scorrano scalda gli animi in piazza e accende la tensione tra un gruppo di attivisti antigasdotto e i membri del comitato organizzatore della festa. Doveva essere una manifestazione pacifica, quella dell’altra sera, per protestare contro la sponsorizzazione della multinazionale che vuole costruire un gasdotto sulla costa di San Foca (Melendugno), sventolando la bandiera «No Tap», qualcosa, però, è degenerato e i cinque ragazzi (tre uomini e due donne) sono venuti a contatto con i membri del comitato organizzatore della festa di Santa Domenica: dapprima uno scambio acceso di opinioni, poi spintoni, qualche parola di troppo e nella concitazione del momento una ressa che rischia di diventare rissa
«Tap e luminarie» Alla festa di Scorrano volano schiaffoni
MAURO BORTONE

SCORRANO - Il logo Tap che campeggia sulle luminarie di Scorrano scalda gli animi in piazza e accende la tensione tra un gruppo di attivisti antigasdotto e i membri del comitato organizzatore della festa. Doveva essere una manifestazione pacifica, quella dell’altra sera, per protestare contro la sponsorizzazione della multinazionale che vuole costruire un gasdotto sulla costa di San Foca (Melendugno), sventolando la bandiera «No Tap» e fotografando ancora quella scritta indigesta, inserita nel corpo delle luci artistiche, dedicate alla santa di Tropea che salvò il comune dalla peste. Qualcosa, però, è degenerato e i cinque ragazzi (tre uomini e due donne) sono venuti a contatto con i membri del comitato organizzatore della festa di Santa Domenica: dapprima uno scambio acceso di opinioni, poi spintoni, qualche parola di troppo e nella concitazione del momento una ressa che rischia di diventare rissa.

L’intervento dei carabinieri ha riportato la calma. Uno degli attivisti, Andrea Stella, sostiene di essere stato raggiunto da un pugno e accusa i vigili urbani e il sindaco di non aver fatto nulla per rasserenare la situazione, assicurando che i No Tap non sporgeranno denuncia. Vito Maraschio, presidente del comitato feste, racconta: «Sono arrivati mentre ci trovavamo con la delegazione giapponese Kobe che voleva assistere all’accensione delle luminarie, con la bandiera mentre registravano con il telefonino: il confronto non si cerca in questo modo».

Il primo cittadino, Antonio Mariano, che spiega di aver subito uno spintone, aggiunge: «Mi sono limitato a chiedere ad alta voce a una ragazza che riprendeva la scena con un telefonino di non assumere un atteggiamento di istigazione. Io sono vicino alla battaglia del comitato No Tap e sono disponibile a organizzare una manifestazione con loro, ma il metodo di confronto deve essere differente».
Dalla parte dei manifestanti si schiera la Cgil Lecce che parla di «reazione violenta e aggressiva nei confronti di pacati e civili tentativi di interlocuzione dei nostri iscritti». Se il clima a Scorrano resta infuocato, non lo è da meno all’esterno con comunicati al vetriolo, accuse reciproche e veleni che si susseguono su sponsor e manifestazioni: dapprima la presa di posizione di Sergio Blasi con l’invito a non «svendere la tradizione per un piatto di lenticchie».

Il comitato feste di Scorrano aveva ricordato i finanziamenti alla Notte della Taranta di Melpignano e alcune sponsorizzazioni «scomode» all’evento arrivate da Ilva e Italgest, negate sia dal presidente della fondazione, Massimo Manera, sia dallo stesso consigliere regionale del Pd, irritato anche dal rilancio della nota in questione da parte di Tap. L’ex senatrice Adriana Poli Bortone ritiene che sulla «svendita del territorio» avrebbe dovuto vigilare la Regione Puglia, mentre Wojtek Pankiewicz, presidente di Valori e rinnovamento chiede al comitato feste Sant’Oronzo di Lecce di rifiutare eventuali sponsorizzazioni Tap.

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