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Epidemia degli ulivi il governo autorizza i roghi nei campi

LECCE - Morìa degli ulivi: il Governo dà l’ok alla deroga al divieto di combustione all'aperto di scarti di potatura e ramaglie vegetali. Il provvedimento, messo nero su bianco nel decreto legge pubblicato il 24 giugno scorso sulla Gazzetta Ufficiale, era stato chiesto da più fronti, alla luce dell’emergenza causata dal batterio Xylella fastidiosa. «Un provvedimento che l’ente provincia ha insistentemente sollecitato nelle varie sedi - osserva l’assessore provinciale all’Agricoltura, Francesco Pacella - deroga fondamentale per fermare la diffusione del patogeno che sta distruggendo gli ulivi del Salento. L’accoglimento da parte del Governo alle istante della Provincia è una risposta alle istanze ormai improrogabili di centinaia di coltivatori»
Epidemia degli ulivi il governo autorizza i roghi nei campi
LECCE - Morìa degli ulivi: il Governo dà l’ok alla deroga al divieto di combustione all'aperto di scarti di potatura e ramaglie vegetali. Il provvedimento, messo nero su bianco nel decreto legge pubblicato il 24 giugno scorso sulla Gazzetta Ufficiale, era stato chiesto da più fronti, alla luce dell’emergenza causata dal batterio Xylella fastidiosa.

«Un provvedimento che l’ente provincia ha insistentemente sollecitato nelle varie sedi - osserva l’assessore provinciale all’Agricoltura, Francesco Pacella - deroga fondamentale per fermare la diffusione del patogeno che sta distruggendo gli ulivi del Salento. L’accoglimento da parte del Governo alle istante della Provincia è una risposta alle istanze ormai improrogabili di centinaia di coltivatori».

«Un risultato – gli fa eco il direttore di Coldiretti Lecce, Giampiero Marotta - che noi attendevamo da molto tempo. Ci sembra infatti un'assurdità che piccoli residui di potatura e di sfalcio di erbe e prati debbano seguire regole così rigide per il loro smaltimento, con dei costi improponibili per i coltivatori, chiamati a sottostare a normative molto spesso inapplicabili. Questa impossibilità a smaltire il materiale vegetale nei campi può peraltro causare danni notevoli dal punto di vista fitosanitario. La bruciatura in loco delle ramaglie di olivo è anche per questo da sempre considerata una buona pratica agronomica, poiché riduce la diffusione di malattie come la lebbra e di altri patogeni come probabilmente Xylella fastidiosa. Una buona pratica che peraltro non aumenta la quantità di anidride carbonica emessa nell'aria».

«Questa liberalizzazione, che accettiamo di buon grado – conclude Marotta - necessità comunque di una regolamentazione territoriale che ogni sindaco dovrà adottare quanto prima, per stabilire periodi e orari in cui la combustione all'aperto potrà essere effettuata. E' inoltre opportuno che gli agricoltori, prima di accendere falò in modo indiscriminato, consultino i tecnici di Coldiretti. Non possiamo infatti consentire che questa pratica accresca il già alto rischio di incendi che in estate, con le temperature torride, flagellano le aree verdi del Salento».

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