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Tra i colori il Puglia Pride a Lecce l'orgoglio gay «Noi parte del mondo»

LECCE – Circa 1500 partecipanti – secondo fonti della questura -, il doppio stando alle stime degli organizzatori: numeri comunque superiori a quelli attesi. Si è svolto senza incidenti, in un clima di grande festa, allegria e colore il corteo del Puglia Pride, organizzato da 51 associazioni e ospitato per la prima volta a Lecce. Ad aprire il corteo il governatore della Puglia Nichi Vendola, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il suo predecessore Michele Emiliano, assenti invece le istituzioni leccesi, ad eccezione di un paio di consiglieri comunali
Tra i colori il Puglia Pride a Lecce l'orgoglio gay «Noi parte del mondo»
LECCE – Circa 1500 partecipanti – secondo fonti della questura -, il doppio stando alle stime degli organizzatori: numeri comunque superiori a quelli attesi. Si è svolto senza incidenti, in un clima di grande festa, allegria e colore il corteo del Puglia Pride, organizzato da 51 associazioni e ospitato per la prima volta a Lecce. A prendervi parte giovani e meno giovani, padri e madri di figli omosessuali, transessuali, anche intere famiglie omogenitoriali arrivati da ogni parte della Puglia, soprattutto dalla provincia di Bari. Ad aprire il corteo, partito alle 17 da Porta Napoli, il governatore della Puglia Nichi Vendola, con indosso una t-shirt blu con la scritta 'Lovè, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il suo predecessore Michele Emiliano. Assenti invece le istituzioni leccesi, ad eccezione di un paio di consiglieri comunali. Un’assenza stigmatizzata da Vendola, nonostante il Comune di Lecce abbia concesso il patrocinio.

“E' un peccato – ha detto il leader di Sel – per tutte le istituzioni che hanno mancato questo appuntamento, hanno perso molto, hanno perso credibilità, un’assenza che puzza di Medioevo. Grazie al cielo però il popolo che ha riempito Lecce è un bel biglietto da visita per la candidatura a capitale della Cultura 2019, perchè l’abbattimento delle barriere, dell’intolleranza, è parte integrante della promozione della cultura”. “Non si può – ha concluso Vendola – promuovere la cultura e mantenere poi una società nel Medioevo, che cultura è?".

Tanti gli slogan che campeggiavano: "I nostri figli: parte del mondo, non un mondo a parte". Oppure quello esibito da una donna che recitava: "Ho due figli, uno gay, l’altro etero, qual è la differenza?". E poi: "Insieme siamo più forti". Due ore di corteo, scortato dal servizio di sicurezza predisposto dalla questura, terminato in piazza Mazzini dove il presidente della Regione Puglia ha chiuso la manifestazione con un breve saluto su uno dei carri colorati.
"Non voglio più lavorare due volte nella mia vita. La prima volta – ha detto – per fare bene quello che devo fare e la seconda per dimostrare per dimostrare che un gay può fare bene qualsiasi cosa. Non voglio più dare spiegazioni e non voglio avere diritti col contagocce. L’ho detto quando avevo 19 anni, in un paese del Sud, ma non avevo voglia di mentire. La strada è stata lunga, ma qui a Lecce dieci anni fa, io ho vinto la mia battaglia, quella che gli scienziati della politica di destra, centro, sinistra dicevano che non era possibile".

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