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Après La Classe talento salentino nel nuovo disco di rock «frullato»

di NICOLA MORISCO
Al contrario del titolo, gli Après La Classe volano in alto con Riuscire a volare. Un bell’album davvero, composto da 12 brani inediti che segnano in parte l’abbandono dello ska e dalla patchanka più presente degli album precedenti, per gettarsi in sonorità decisamente più consone alla maturità artistica che la band salentina ha raggiunto in 18 anni di attività
Après La Classe talento salentino nel nuovo disco di rock «frullato»
di NICOLA MORISCO

Al contrario del titolo, gli Après La Classe volano in alto con Riuscire a volare. Un bell’album davvero, composto da 12 brani inediti che segnano in parte l’abbandono dello ska e dalla patchanka più presente degli album precedenti, per gettarsi in sonorità decisamente più consone alla maturità artistica che la band salentina ha raggiunto in 18 anni di attività.
Cesko Arcuti (voce, synth, chitarre), Puccia (voce, fisarmonica e tastiere), Valerio «Combass» Bruno (basso e cori), Giammy (batteria) e Alex (chitarra), lo stesso giorno dell’uscita dell’album, prevista per martedì 1° luglio, presenteranno l’album in anteprima alla Feltrinelli di Lecce.

«Abbiamo messo l’anima e tutto il nostro “sapere” in questo disco – spiega Bruno -. Stiamo cercando, di disco in disco, di essere quanto più possibile noi stessi, senza seguire mode o degli ideali evitando di fare inutili copia e incolla negli arrangiamenti, nei testi e nell’apparire. Questo disco è il più naturale tra i sei che abbiamo pubblicato finora».

Le novità degli Après La Classe, partono anche dalla scelta di avere utilizzato in copertina la foto di un dirigibile, che richiama all’album d’esordio del 1969 dei mitici Led Zeppelin. «Il dirigibile, anche se è un po’ datato, rappresenta il volo come un’uscita fuori dagli schemi o, comunque, il trovare la porta di uscita dalla negatività per entrare nella positività, ovunque essa sia. Noi, l’abbia - mo trovata in questo disco che rappresenta la rinascita: un po’ come l’araba Fenice che risorge dalla proprie ceneri».

Musicalmente nel disco della band salentina, affiorano diverse influenze che vanno dal dub rock con tanto di schitarrate, rap, coro moog di Angeli , a sonorità tra Ennio Morricone e funk di Questa vita. C’è il pop di Riuscire a volare, con ospite Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, la ballad tra blues e desert rock di Giurami i ritmi dance di Di mare in mare, la ballad dai sapori country con tanto di banjo di Stringimi, l’elettro rock di I just wanna fly, fino alle classicheggianti Al chiaro di luna (citazione Ludwig van Beethoven) che sfocia in ritmi in levare, ed È la vita che ti cambia. «È dub rock – prosegue Bruno -, un’etichetta che giustifica tutti i diversi generi che mescoliamo. È chiaro che ci sono altre influenze, come nel caso di Morricone, ma è un modo per esemplificarla». Anche i testi non lasciano spazio a equivoci: un viaggio nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau nel brano Angeli, il male della pedofilia nel brano Via , le ostilità di quartiere nel brano La faida. «Per fortuna non abbiamo nessun vincolo e, quindi, abbiamo tutta la libertà per esprimere quello che pensiamo».

Ultima nota la presenza in Riuscire a volare di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, dei quali apriranno il mega concerto previsto per il 26 luglio allo Stadio Via Mare di Lecce.

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