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«Pizzo» alle prostitute arrestato a Lecce

LECCE - Chiedeva il pizzo alle prostitute, con tanto di minacce e aggressioni fisiche. Ma alla fine i carabinieri della compagnia di Campi Salentina hanno stretto le manette ai polsi di Gennaro Hajdari, 31 anni, di nazionalità slava, residente nel campo nomadi Panareo. L’accusa nei suoi confronti è quella di tentata estorsione aggravata continuata. Alcuni giorni fa, un gruppo di cittadine rumene aveva già denunciato l’accaduto ai militari. La svolta, però, è arrivata venerdì mattina, quando Hajdari avrebbe schiaffeggiato e ferito con un coltellino al braccio una prostituta

«Pizzo» alle prostitute arrestato a Lecce
CAMPI SALENTINA - Finisce in manette con l’accusa di aver chiesto il pizzo alle prostitute. Dovrà difendersi dall’accusa di tentata estorsione aggravata e continuata Gennaro Hajdari, 31 anni, cittadino di nazionalità slava residente nel campo nomadi «Panareo».

Tutto è nato nel giro di pochi giorni. Alcune giovani prostitute tra i venti e i trent’anni si erano già rivolte ai carabinieri di Campi Salentina per sporgere denuncia. Secondo le loro dichiarazioni, un uomo con tratti slavi, robusto e di carnagione scura aveva tentato a più riprese di imporre a ciascuna il pagamento di una somma di 200 euro alla settimana, affinchè potessero continuare a esercitare la loro attività lungo le strade (arterie extraurbane tra il Leccese e la zona di Avetrana) in cui di solito si appostavano.

Per essere più convincente, l’uomo aveva accompagnato le sue pretese con ingiurie pesanti e minacce via via sempre più esplicite, arrivando al punto di mettere in pericolo l'incolumità fisica o di promettere l'uso di armi da sparo.

Le sue visite si erano intensificate negli ultimi giorni, e sembra che lo slavo si sarebbe anche fatto accompagnare da un complice, non meglio identificato.

L'episodio-clou, però, risale a venerdì mattina.

Alcune ragazze si trovavano lungo la strada 7 ter, nell'agro di Trepuzzi, quando è giunta lì una Volkswagen Golf nera.

Alla guida c’era proprio il soggetto con tratti slavi, robusto e di carnagione scura che avevano denunciato per le richieste di denaro e le minacce; a bordo, insieme a lui, un ragazzo che ha semplicemente assistito a tutto quanto.

Stando alle affermazioni delle vittime, il guidatore sarebbe sceso dalla sua auto visibilmente alterato ed avrebbe iniziato a minacciare e percuotere una delle donne presenti, sferrandole anche un pugno a un braccio.

Una sua collega - che già nei giorni scorsi era stata aggredita da un’altra persona a colpi di bastone per “convincerla” a pagare - ha cercato di intervenire in aiuto dell’amica, ma l’uomo per tutta risposta l'avrebbe afferrata per i capelli per poi schiaffeggiarla ripetutamente al volto.

Infine, quando lei ha provato a divincolarsi da quella presa, il 31enne l’avrebbe presa per il braccio sinistro e ferita ripetutamente con un coltellino.

In tutto questo, l'aggressore urlava ancora insulti e minacce, affermando che in quell'area quelle donne si sarebbero potute prostituire solo se gli avessero pagato il denaro che lui pretendeva.

Terrorizzate, le ragazze (sembra che oltre alle due che hanno subito violenza ce ne fossero altre tre che hanno assistito alla scena) hanno cercato di chiedere aiuto, chiamando le forze dell’ordine.

A quel punto, l’uomo si è allontanato subito con la sua Golf insieme al proprio accompagnatore.

Proprio in quegli istanti, però, transitava sul posto una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Campi, che ha notato l'agitazione delle vittime e i loro chiari cenni rivolti proprio alla Volkswagen che si stava allontanando.

Intuita la situazione, i militari hanno inseguito la macchina, bloccandola dopo pochi chilometri mentre cercava di rientrare nel campo Panareo.

Alla guida è stato trovato Gennaro Hajdari, mentre il passeggero era un giovane diciassettenne suo parente, la cui posizione al momento appare però estranea ai fatti. I due sono stati accompagnati in caserma, dove tutte le donne protagoniste dell'episodio di venerdì (le due destinatarie di violenze e le tre testimoni) hanno riconosciuto senza ombra di dubbio Hadjari come l’aggressore.

L’uomo è finito in carcere su disposizione del sostituto procuratore Paola Guglielmi.

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