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Lapide con nome e foto ma è vivo e vegeto

MELISSANO - C’è chi acquista la bara e la tiene sotto al letto in attesa di quel momento a cui nessuno può sottrarsi. Ma questa, forse, è solo una leggenda metropolitana. A Melissano, invece, c'è qualcuno che ha deciso veramente di portarsi avanti con il lavoro. O meglio, di facilitare il compito a chi rimarrà dopo di lui (nella foto la lapide... incompiuta)
Lapide con nome e foto ma è vivo e vegeto
MELISSANO - C’è chi acquista la bara e la tiene sotto al letto in attesa di quel momento a cui nessuno può sottrarsi. Ma questa, forse, è solo una leggenda metropolitana. A Melissano, invece, c'è qualcuno che ha deciso veramente di portarsi avanti con il lavoro. O meglio, di facilitare il compito a chi rimarrà dopo di lui. Si tratta di un pensionato di 76 anni: nelle scorse settimane ha acquistato un loculo nel cimitero comunale e ha «addobbato» il freddo marmo con tutte le informazioni canoniche: nome, cognome, foto e data di nascita. L’unico dato mancante, ovvio, è quello relativo al giorno di morte.Ma per quello c'è sempre tempo. Il loculo si trova sopra a quello della defunta moglie del pensionato, nelle nuove tombe fatte costruire dal Comune circa tre anni fa. La singolare vicenda in questi giorni corre di bocca in bocca, facendo il giro del paese.

C'è chi, durante la visita ai propri cari, percorrendo i vialetti del camposanto, ha visto la tomba e si è subito allarmato, credendo che il conoscente fosse passato a miglior vita. Altri, incuriositi e certi che il pensionato fosse ancora vivo e vegeto, hanno chiesto spiegazioni ai parenti sul perché di una decisione così inusuale. Oltre a nome, data e foto, l’anziano ha fatto apporre la scritta «mai esumare» e un’applique in porcellana con una frase del Vangelo. Capita spesso che qualcuno «prenoti» per sé la tomba (è il caso, per esempio, delle persone iscritte alle confraternite religiose, che sanno di poter contare su un loculo nelle cappelle appartenenti ai sodalizi), ma fino ad ora probabilmente non era mai successo che sulla lapide si posizionassero addirittura nome e foto. Potrebbe essere un modo per esorcizzare la morte, ma c'è da chiedersi che effetto faccia al pensionato vedersi ritratto su quel marmo, visto che, da che mondo è mondo, nessuno, almeno nel Salento, ha mai visto la sua lapide «dall’aldiquà».

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