Domenica 22 Luglio 2018 | 16:50

Ambiente

I rifiuti del Salento a Brindisi e Grottaglie

Intanto Nardò rifiuta ufficialmente l’impianto di compostaggio

I rifiuti del Salento a Brindisi e Grottaglie

La Regione trova una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti biostabilizzati provenienti dal Salento smistandoli tra Brindisi e Grottaglie. Intanto Nardò rinuncia ufficialmente all’impianto di compostaggio.

Nel primo pomeriggio di ieri, a Bari, si è svolta una riunione convocata dal commissario dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano, che ha visto seduti intorno a un tavolo i gestori delle discariche ubicate nelle province di Taranto e Brindisi.

L’emergenza si era sviluppata all’indomani della nota trasmessa dalla Cisa, che gestisce la discarica di Statte, non più disponibile ad accogliere i rifiuti biostabilizzati della Ambiente e sviluppo di Cavallino per esaurimento del sito.

L’Ager, dopo il confronto tra i gestori, ha quindi stabilito nuovi flussi per scongiurare l’emergenza, disponendo l’invio dei rifiuti nella discarica Formica di Brindisi, nella Italcave che si trova nella stessa città di Statte e nel sito della Lgh di Grottaglie, queste ultime due in provincia di Taranto. Il periodo di regolamentazione provvisoria dei flussi dovrebbe durare circa tre mesi, in attesa di predisporre un nuovo piano strutturato alla fine dell’anno.

«Tutto questo non comporterà alcuna variazione delle tariffe di smaltimento - ha rassicurato Grandaliano al termine della riunione - visto che le distanze con i centri sono pressoché uguali, inoltre le discariche rinunceranno ad accogliere altri tipi di rifiuti, in favore di quelli biostabilizzati che giungeranno dalla provincia di Lecce, senza aumentare le capacità già previste. Tutto – ha rimarcato – avverrà nei limiti dell’ordinario».

Nel frattempo negli uffici della Regione, sempre ieri mattina, sono arrivati due documenti, inseriti dall’Ager nei rispettivi fascicoli.

Il primo riguarda la rinuncia ufficiale del Comune di Nardò ad accogliere un impianto di compostaggio, con la disponibilità rinnovata ad ospitare quello per la plastica.

Il secondo è la presa di posizione del Comune di Cavallino, che chiede di prendere in considerazione una piattaforma già esistente autorizzando un progetto di potenziamento (ne riferiamo a parte).

«Forse è il caso di chiarire la questione - ha replicato Grandaliano - soprattutto alla luce di qualche dichiarazione un pò confusa che rischia di esporre alla cittadinanza un quadro distorto ed errato della situazione. È opportuno ricordare che la sottoscrizione del contratto propedeutico all’avvio dei lavori di ammodernamento e completamento della piattaforma sita in località Guarini, qualora ne sussistano i presupposti, è e resta in capo al Comune. Ciò trova conferma nello schema contrattuale allegato al progetto di fattibilità tecnica e economica presentato in fase di gara, che prevede quali uniche parti contraenti proprio la città e l’eventuale aggiudicatario. Anche se fosse stato sottoscritto il contratto - ha ribadito - questo avrebbe riguardato comunque, esclusivamente, l’impianto di biostabilizzazione e non già la discarica, laddove, per stessa ammissione del sindaco, si annida il vero problema. La discarica è di proprietà di Cisa, la quale è pertanto l’unica responsabile della gestione della stessa. Nessuna competenza in merito appartiene all’Ager - ha concluso - che così come stabilito dalla legge risponde solo della gestione degli impianti pubblici di trattamento rifiuti».

m.c.

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