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Lecce

Corteo non autorizzato, 14 No Tap a rischio processo

C'è anche leader della protesta. «Mi difenderò in tutte le sedi opportune insieme ai compagni colpiti, contro chi ci accusa che prendere la parola è reato»

no tap

MELENDUGNO (LECCE) - La Procura di Lecce ha notificato a 14 attivisti 'No Tap' l’avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo ad una manifestazione pubblica non autorizzata svoltasi a Lecce lo scorso 19 novembre, in risposta all’istituzione da parte del Prefetto di Lecce a Melendugno della cosiddetta 'zona rossà, all’interno della quale sono in corso i lavori per la costruzione di parte del gasdotto.

Tra i destinatari dell’avviso, che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, c'è Gianluca Maggiore, coordinatore del Movimento anti Tap che si oppone alla realizzazione a San Foca di Melendugno del terminale del gasdotto Tap, in corso d’opera nella vicina San Basilio. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari è contestato «l'aver partecipato ed aver preso parola, in concorso fra loro, pur essendo a conoscenza dell’omesso preavviso al questore, alla riunione pubblica non autorizzata, finalizzata a manifestazioni di protesta contro il gasdotto Tap, espresse con modalità di corteo dinamico avente in testa due striscioni recanti la scritta: 'Contro tutte le nocività-no Tap- né qui né altrovè; 'Contro Tap blocchiamo tuttò, ed attuando numerosi blocchi della circolazione veicolare in vie del centro cittadino».

«Mentre l’Azerbaijan (da dove partirà il gasdotto che arriverà in Puglia, ndr) viene condannato dal Cedu per l'arresto illegale di attivisti - commenta polemico Gianluca Maggiore - in una provincia dello stato caucasico, la provincia di Lecce, continuano le violazioni dei diritti fondamentali ai danni della cittadinanza. Mi difenderò in tutte le sedi opportune insieme ai compagni colpiti, contro chi ci accusa che prendere la parola è reato».

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