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In vista un possibile ampliamento area di quarantena

«Non ha impedito diffusione Xylella»: l'Italia deferita alla Corte europea

La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui abbattimento piante malate di xylella, per impedire la diffusione

Xylella fastidiosa: il 23 maggio, la Commissione potrebbe proporre al comitato sulla salute delle piante formato dagli esperti degli stati membri uno spostamento della fascia dove vanno applicate le misure più drastiche di una ventina di chilometri verso nord

xylella

Un albero di ulivo abbattuto a causa della xylella fastidiosa

BRUXELLES - La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui l’abbattimento delle piante malate, per impedire la diffusione nel territorio dell’Unione del batterio killer degli ulivi, la xylella fastidiosa.

L’attenzione dell’Ue sulla Xylella fastidiosa in Puglia è tornata a livello di allarme lo scorso marzo, quando quasi tremila ulivi furono trovati positivi al batterio in un’area dove nel 2015 erano pochi esemplari.

La prossima settimana, il 23 maggio, la Commissione potrebbe proporre al comitato sulla salute delle piante formato dagli esperti degli stati membri modifiche alla decisione Ue, come l'aggiornamento dell’area di quarantena, spostando di una ventina di chilometri verso nord la fascia di territorio dove vanno applicate le misure più drastiche per la lotta al patogeno.

COLDIRETTI: 10 MILIONI DI PIANTE COLPITE«Sono saliti a un miliardo i danni provocati dal diffondersi della Xylella fastidiosa che ha infettato circa 10 milioni di piante in Puglia dove è comparsa per la prima volta nell’ottobre del 2012, quando fu data la prima segnalazione di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo». E’ quanto afferma, in una nota, la Coldiretti in relazione al deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia Ue da parte della Commissione europea per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui l’abbattimento delle piante malate.

«In cinque anni e mezzo - per la Coldiretti - si sono susseguiti errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio che dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente alle porte della provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, sull'economia e sull'occupazione. A questo punto serve un deciso cambio di passo con risorse per gli agricoltori colpiti e le necessarie "eradicazioni chirurgiche» che - continua l’organizzazione agricola - se fossero state fatte prima avrebbero risparmiato alla Puglia e all’Italia questa situazione drammatica. Ma - conclude la Coldiretti - occorre ora anche impegnarsi nella attuazione delle buone pratiche agricole in modo da contrastare l'insetto vettore e impedire l’avanzamento del contagio». 

CIA: DIVENTI PRIORITA'«Il prossimo Governo dovrà mettere in agenda la questione Xylella come una delle sue priorità, cercando una nuova e più proficua interlocuzione con Bruxelles: l'Europa deve rendersi conto che Regione, Comuni e, soprattutto, gli agricoltori stanno facendo il possibile con le risorse a disposizione largamente insufficienti». Lo affermano dalla Cia Agricoltori italiani il presidente nazionale Dino Scanavino e il presidente regionale Puglia Raffaele Carrabba da Presicce (Le), a conclusione di una due giorni in Salento di sopralluoghi e incontri con agricoltori e istituzioni.

«Dalla nostra visita - spiegano - abbiamo preso atto di un paesaggio e di un’economia devastata che non possono essere un problema solo pugliese ma devono esserlo anche a livello nazionale ed europeo; un problema enfatizzato da ritardi nell’applicazione di protocolli scientifici anche in presenza di possibili novità che non hanno ancora avuto applicazione empirica su vasta scala». Secondo i due presidenti «serve un impegno del nuovo Governo, se mai ci sarà, e anche dell’Unione Europea, che potrebbe assegnare più risorse economiche accoppiate agli uliveti in riconversione. Per questo formuleremo una proposta tecnica, su basi giuridiche credibili per ottenere i fondi».

La delegazione nazionale ha visitato le zone colpite ma ha anche potuto osservare l’esempio di imprenditori che hanno adottato buone pratiche e stanno provando a salvare le piante con gli innesti. Secondo la Confederazione, occorre una regia nazionale per cercare di contenere questa malattia perché, se viaggia alla velocità di 30 chilometri all’anno, potrebbe invadere anche altre regioni. A subire i danni collaterali sono anche il settore vivaistico, altra vittima della Xylella e gli agriturismi.

DI GIOIA: RITARDI DOVUTI A VINCOLI E RICORSI - «Prendiamo atto della decisione da parte di Bruxelles di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia Ue per non aver pienamente applicato le misure per impedire la diffusione della batteriosi procurata dalla Xylella fastidiosa. Questa lentezza è il combinato di procedimenti pendenti al Tar, di resistenze di proprietari ostili agli abbattimenti e della pressante vincolistica nazionale che limita o rallenta la auspicata celerità amministrativa». Lo afferma in una nota l'assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia.

«Sapremo analiticamente dimostrare quanti ostacoli si sono frapposti nel normale fluire delle dinamiche di contrasto alla malattia. Urge - prosegue - che il Consiglio dei Ministri emani un decreto legge per consentire ai nostri Uffici regionali di effettuare tutti gli atti necessari, con procedure semplificate e accelerate, in deroga a leggi nazionali che, pensate con finalità di tutela, si trasformano in impedimenti insormontabili». «Daremo conto del nostro operato di questi anni per testimoniare - conclude - di un lavoro instancabile, al contempo continueremo a fare tutto quanto nelle nostre possibilità per adempiere ai gravosi compiti che ci sono stati assegnati, ma abbiamo bisogno di aiuto del Governo per poter continuare ad essere argine, spesso unico argine, nei confronti di una epidemia che continua a non avere cura e che sta mettendo in ginocchio l’intera Puglia olivicola».

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