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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:40

Burioni (S. Raffaele) sui vaccini

Il virologo: delinquenti alcuni medici

«Sono quelli che hanno inculcato nella gente la falsa idea secondo cui certe malattie sono dovute ai vaccini. Sono avvoltoi»

Il virologo: delinquenti alcuni medici

BARI «Ci sono molte persone che hanno avuto problemi dopo l’assunzione di un vaccino, ma non esiste alcuna correlazione di causa-effetto tra i due avvenimenti». Roberto Burioni, ordinario di Virologia al San Raffaele di Milano, è da qualche tempo la bestia nera degli antivaccinisti, che si diverte a smontare con la scienza e con risposte alla Sgarbi (su Facebook, leggere per credere).

A Bari ieri un esponente grillino ha detto che un primario di Neonatologia del Policlinico deve «chiedere scusa» per aver detto che non esiste la mortalità dei vaccini. Come stanno le cose?
«A chiedere scusa devono essere quei medici deliquenti che hanno inculcato nella gente la falsa idea secondo cui certe malattie sono dovute ai vaccini. Sono avvoltoi».

Quante sono davvero le reazioni avverse a un vaccino?
«Una ogni due milioni di dosi, e consistono in una violenta reazione allergica, lo shock anafilattico, che in presenza di un medico si può agevolmente controllare. È questo il motivo per cui, dopo la vaccinazione, è opportuno attendere mezz’ora in ambulatorio».

L’esponente di una associazione ha affermato che in Puglia non ci sono epidemie nonostante la copertura vaccinale sia sotto il 95%, mettendo in dubbio l’immunità di gregge.
«La solita cretinata. Se una scuola costruita senza criteri antisismici non crolla, questo basta per dire che è sicura? Al massimo fino al terremoto. In Romania nel 2015 ci sono stati 7 casi di morbillo, lo scorso anno sono stati oltre 3mila con 17 morti. La copertura è sempre all’80%».

Cosa risponde a chi propone presunti test pre-vaccinali?
«Un’altra bufala. Quei test sono inutili, servono solo a far fare soldi a chi li propone».
«Per far calare la mortalità, più che i vaccini, bastano tre noci al giorno». Confessi: questa non l’aveva mai sentita.
«No. Ma so che da voi il vino è buono...».[m.s.]

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