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Isis, rallenta offensiva irachena verso Mosul

Isis, rallenta offensiva irachena verso Mosul

Rallenta l'offensiva verso Mosul dell'esercito iracheno da sud, e in particolare quella dei miliziani Peshmerga curdi da est, dopo che ieri gli stessi curdi avevano detto di essere arrivati ad una quindicina di chilometri dalla città. Una inviata della televisione panaraba Al Arabiya vicino alla linea del fronte tra le forze curde e i miliziani dell'Isis riferisce che i Peshmerga si sono praticamente fermati, dopo aver affermato di avere preso il controllo ieri di 8-10 villaggi ad est della città roccaforte dello Stato islamico. Ma la stessa giornalista sottolinea che da alcuni di questi villaggi si vedono ancora alzarsi colonne di fumo degli incendi appiccati dai jihadisti, che quindi sembrano ancora presenti. In particolare, i curdi non sono ancora riusciti a prendere il controllo del principale villaggio cristiano di questa regione, quello di Bartella. La televisione curda Rudaw sottolinea che a sud le forze dell'esercito di Baghdad sono costrette ad avanzare lentamente, villaggio dopo villaggio, per bonificare gli abitati da esplosivi lasciati dai jihadisti in ritirata, per la presenza di cecchini e per il pericolo di attacchi suicidi. "Questa offensiva non è una passeggiata verso Mosul, ma una lenta avanzata", sottolinea l'emittente. "Non ci sono prove che gruppi di foreign fighters siano diretti verso l'Ue se Mosul cade. Monitoriamo la situazione sul terreno e siamo ben preparati per qualsiasi evenienza", ha detto il commissario Ue a Migrazione e Affari Interni Dimitris Avramopoulos in un'intervista all'ANSA. Mosul, attacco suicida contro forze coalizione: le immagini della Cnn Ogni tentativo dei miliziani dell'Isis in fuga da Mosul di entrare nel territorio siriano sarà considerato come "un attacco alla sovranità della Siria" e sarà contrastato "con tutta la forza e i mezzi a disposizione". Lo afferma oggi in un comunicato l'esercito di Damasco. "Il comando generale dell'esercito - riferisce l'agenzia governativa Sana - afferma che la battaglia per liberare Aleppo e tutto il territorio iracheno dal terrorismo è la sua battaglia". I vertici militari accusano poi "i sostenitori del terrorismo internazionale", primi fra tutti gli Usa e l'Arabia Saudita, di volere creare un corridoio per fare arrivare oltre frontiera i jihadisti in fuga da Mosul, avvertendo che questo "piano maligno" sarà contrastato con durezza.

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