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Isis: due arresti in Belgio, 'preparavano attentati'

Isis: due arresti in Belgio, 'preparavano attentati'

In Belgio due persone sono state arrestate nell'ambito di un'operazione antiterrorismo. Lo riferisce l'emittente Rtbf. I due 'preparavano attentati'. Secondo i media, tra gli obiettivi di un attacco "imminente" il quartier generale della polizia nei pressi della Grand Place a Bruxelles. Nel complesso, sono sei le persone fermate nell'ambito del blitz antiterrorismo: 4 sono state rilasciate dopo l'interrogatorio. I due arrestati "preparavano un attacco nel corso delle feste per la fine dell'anno". Nelle perquisizioni è stato trovato "materiale di propaganda dell'Isis" e "uniformi di tipo militare". Secondo fonti della procura citate dai media, è stata sventata una "seria minaccia". Inseguimento con sparatoria a Bruxelles - Un inseguimento, uno scontro a fuoco, due arresti, ma per fortuna nessun ferito, ieri sera, in una via molto trafficata di Bruxelles, nella zona commerciale di Ixelles, vicina al centro. Secondo la ricostruzione di Le Soir, una macchina con targa francese ha forzato un posto di blocco, aggredendo gli agenti. A quel punto l'auto avrebbe cercato di scappare nel tunnel di Avenue Louise, andando contromano. La vettura in fuga, però, è rimasta poi bloccata dalla barriera tra le due corsie di marcia. Quindi, gli agenti avrebbero aperto il fuoco. Un portavoce della Polizia belga ha aggiunto che non ci sono stati feriti e che due persone sono state arrestate. 'Souleyman', al secolo Charaffe al Mouadan, ritenuto uno dei responsabili dell'Isis legato agli attacchi di Parigi, è stato ucciso durante un raid in Siria il 24 dicembre. Lo ha detto il colonnello Steve Warren, portavoce della coalizione anti-Isis in un briefing al Pentagono. Il colonnello ha spiegato che almeno 10 importanti leader dello Stato islamico sono stati uccisi negli attacchi aerei condotti dalla coalizione in Siria a dicembre. Charaffe 'Souleymane' el-Mouadan, 27 anni, amico d'infanzia di Samy Amimor uno dei kamikaze del Bataclan, era ritenuto dagli inquirenti francesi coinvolto nella strage. Il quotidiano Le Parisien aveva pubblicato, il 21 dicembre scorso, il racconto di un testimone sopravvissuto alla mattanza della sala concerti di Parigi che si "ricorda di aver sentito 'il piu' grande' dei due terroristi rivolgersi al complice per chiederli se 'contava chiamare Souleymane'".

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