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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:01

Il sindaco di Quarto: 'Non ho alcuna intenzione dimettermi'

Il sindaco di Quarto: 'Non ho alcuna intenzione dimettermi'

"Devo essere chiarissima: non c'è nessuna intenzione di dimettermi. Ho il sostegno di tutto il Movimento, di tutti i cittadini di Quarto e le dimissioni non le ho prese in considerazione perché non ci sono i motivi". Lo dice il sindaco di Quarto (Napoli), Rosa Capuozzo, in un video pubblicato su Facebook. "E' interesse di tutti capire che cosa è accaduto a Quarto e i 5 Stelle sbagliano quando si ergono a paladini esclusivi della moralità pubblica perché lo possono fare solo le persone che hanno dimostrato, nel corso degli anni, di essere stati punti di riferimento". Così il sindaco di Napoli Luigi De Magistris commenta le polemiche sui voti di camorra che sarebbero andati ai 5 Stelle a Quarto. "Colpisce che la prima esperienza di governo 5 Stelle in Campania sia caratterizzata dal tema delle infiltrazioni della camorra", aggiunge Luigi de Magistris in merito all'indagine che ha coinvolto l'amministrazione comunale di Quarto. Sottolineando che "bisogna vedere come si evolveranno i fatti", De Magistris osserva che "la questione morale e la lotta alla corruzione e alle mafie sono fatte dalle storie delle persone perché amministrare è difficile". "E' interesse di tutti capire che cosa è accaduto a Quarto - dice ancora il sindaco - e i 5 Stelle sbagliano quando si ergono a paladini esclusivi della moralità pubblica perché lo possono fare solo le persone che hanno dimostrato, nel corso degli anni, di essere stati punti di riferimento". Altro "errore" del Movimento, secondo De Magistris, è la "frettolosità con cui giudicano le situazioni altrui" facendo riferimento alla posizione presa dal Movimento nella vicenda dell'inchiesta Why not e alla conseguente applicazione della Legge Severino. "Nel giudizio - conclude de Magistris - dobbiamo essere tutti più attenti. Io non mi unisco al coro di chi dice che i 5 Stelle di Quarto sono camorristi, ma non è una situazione da sottovalutare". "Il sindaco di Quarto deve dimettersi. Se non lo fa il #M5S aggiungerà una blackstar al suo simbolo", aveva scritto su Twitter Roberto Saviano. Pm al lavoro, all'esame documenti e pc - Intercettazioni, verbali di interrogatori, computer, telefonini e documenti sequestrati nel corso delle perquisizioni eseguite dai carabinieri l'antivigilia di Natale. E' copioso il materiale raccolto dagli inquirenti - il pm della Dda di Napoli Henry John Woodcock e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli - che lavorano per far luce sul presunto condizionamento della camorra sul voto alle comunali di Quarto (Napoli) e sulle pressioni esercitate nei confronti del sindaco per ottenere nomine da parte dell'amministrazione. Una vicenda che coinvolge il Movimento Cinque Stelle, al quale appartengono sia il principale indagato, il consigliere comunale Giovanni De Robbio, che secondo l'accusa avrebbe tentato di favorire esponenti della famiglia Cesarano ritenuta vicina al clan camorristico dei Polverino, sia il sindaco Rosa Capuozzo, che le carte dell'inchiesta descrivono come vittima di un tentativo di ricatto attuato dallo stesso De Robbio, intenzionato - sostiene la procura - a imporre l'affidamento della gestione del campo sportivo a imprenditori amici, nonché a nominare assessori e funzionari da lui indicati. Uno scenario descritto nel decreto di perquisizione, firmato dal pm Woodcock e notificato agli indagati il 23 dicembre scorso, che si fonda in particolare su intercettazioni effettuato nel giugno 2015, nell'imminenza delle elezioni amministrative che videro l'affermazione sia del M5S e del sindaco Capuozzo, sia del consigliere De Robbio che fece incetta di voti. Dagli atti dell'indagine sono emersi finora due ipotesi di reato, entrambe aggravate dall'articolo 7, ovvero dall'aver agevolato esponenti della famiglia Cesarano, ritenuta ritenuta legata al potente clan dei Polverino. Il primo capo di imputazione è rappresentato dal voto di scambio: De Robbio avrebbe promesso a Alfonso Cesarano (appartenente alla famiglia dei titolari dell'impresa di pompe funebri che mise a disposizione il carro e i cavalli per i funerali in pompa magna di Vittorio Casamonica a Roma) la gestione del campo sportivo, e a Mario Fierro l'assunzione del figlio presso il cimitero comunale di Quarto.

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