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Sabato 23 Settembre 2017 | 16:43

Catturato ergastolano in fuga 'Era armato di kalashnikov'

Catturato ergastolano in fuga 'Era armato di kalashnikov'

E' stato catturato Fabio Perrone, il 42enne ergastolano in fuga dal 6 novembre 2015 quando evase dall'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove era stato accompagnato per una colonscopia, sparando colpi di pistola, ferendo tre persone e impossessandosi dell'auto di una donna che si trovava nel parcheggio. E' stato trovato a Trepuzzi (Lecce) da agenti della squadra mobile della Questura di Lecce e da agenti della polizia penitenziaria, in casa di alcuni parenti nel suo paese di origine. E' stato arrestato anche la persone che ospitava Perrone in casa: si tratta di Stefano Renna, di 32 anni, incensurato. Perrone era dunque nascosto nel suo paese natale, ed era vestito e armato, anche con un kalashnikov, pronto a sparare. Ha tentato di fuggire ma è stato bloccato sul terrazzo dell'abitazione dove era nascosto, in via 2 giugno. La sua è stata una evasione da film con una caccia all'uomo che fino ad oggi ha mobilitato costantemente nella zona polizia, carabinieri e polizia penitenziaria. L'uomo - a quanto si è saputo - è stato costantemente protetto nel corso della sua fuga da numerose persone, anche da insospettabili. Era evaso il 6 novembre, dopo aver ferito in maniera lieve tre persone utilizzando una pistola sottratta ad uno degli agenti di polizia penitenziaria che lo avevano condotto al terzo piano dell'ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce - dal carcere di Borgo san Nicola a Lecce - per essere sottoposto ad un esame medico, una colonscopia. L'uomo durante la fuga si era impossessato di una Yaris, sottratta durante la rocambolesca fuga ad una donna alla quale aveva puntato la pistola alla tempia, nel parcheggio dell'ospedale. Perrone quel giorno avrebbe agito senza premeditazione: infatti sebbene la visita specialistica fosse da tempo fissata, nella casa circondariale di 'Borgo San Nicola', dove era detenuto Perrone, era stato comunicato solo la sera prima che la mattina seguente sarebbe stato condotto in ospedale. L'uomo, quindi, avrebbe agito al momento, approfittando di alcune circostanze e qualcuno lo ha poi aiutato nel periodo di latitanza. Perrone, vicino alla organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita, nel marzo del 2014 aveva freddato un uomo nel bagno di un bar e per questo stava scontando l'ergastolo. Si è festeggiato davanti alla sede della Questura di Lecce, in viale Otranto. Perrone è stato infine trasferito nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

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