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Unioni civili: Pd, su "stepchild" voto secondo coscienza

Unioni civili: Pd, su "stepchild" voto secondo coscienza

Sul nodo della "stepchild adoption" al dunque deciderà il Parlamento con libertà di coscienza nel voto. E' quanto spiegano fonti parlamentari vicine al premier Matteo Renzi, che, affermano, è favorevole all'adozione del figlio del partner prevista dal ddl Cirinnà ma è persuaso che su questo tema si debba lasciare libertà di coscienza ai parlamentari. La questione è stata affrontata stamani durante un vertice a Palazzo Chigi di Renzi con i capigruppo Pd e il ministro Boschi, alla ricerca di un 'terza via' una mediazione sulla stepchild adoption, il nodo più spinoso della legge sulle unioni civili: una "stepchild ristretta", la immagina qualcuno. Trovare una mediazione, osservano fonti del gruppo Pd al Senato, non sarà semplice, anche perché i toni del dibattito si sono infiammati e correggere il tema dell'adozione per andare incontro ai cattolici rischia di sollevare il dissenso della sinistra Dem e dei senatori più laici della maggioranza. Nelle prossime settimane si incaricherà di condurre il dialogo un "gruppo ristretto" coordinato dalla Boschi con i capigruppo di Camera e Senato, del quale dovrebbero far parte i senatori Giorgio Tonini e Francesco Russo e il deputato Walter Verini.

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