Cerca

Allerta Bruxelles: 'Temiamo attacco il 15 gennaio'

Allerta Bruxelles: 'Temiamo attacco il 15 gennaio'

Il Belgio teme un attentato il 15 gennaio prossimo, data simbolica perché è un anno esatto dall'uccisione dei due terroristi che preparavano attentati a Verviers. Lo ha detto il procuratore federale Frederic van Leeuw in un'intervista a Le Soir, spiegando che i servizi hanno preso in esame un tale scenario. Le cinture esplosive degli attentatori di Parigi sono state fabbricate in un appartamento di Schaerbeek, quartiere di Bruxelles. Lo riferisce oggi la Procura federale. Gli inquirenti ritengono che l'appartamento, affittato da un sospetto attualmente in custodia, è anche servito a Salah Abdeslam come rifugio dopo gli attentati. Nell'ambito delle indagini aperte dopo gli attacchi di Parigi, la procura ha confermato oggi di aver scoperto materiale destinato alla preparazione di esplosivi durante una perquisizione effettuata il 10 dicembre scorso al terzo piano di un palazzo in rue Henri Bergé, a Schaerbeek. Inoltre, è stata trovata anche un'impronta digitale di Salah. L'appartamento era stato affittato sotto falso nome. La procura ha anche annunciato di aver trovato tre cinture fatte a mano, che secondo gli inquirenti sarebbero state destinate al trasporto di esplosivi. Intanto è mistero sempre più fitto sull'identità dell'uomo ucciso ieri mentre si dirigeva, con un coltello in mano, verso il commissariato del 18/o arrondissement parigino. Il nome di Sallah Alì, 20 anni, marocchino, diffuso dopo la sua morte, è quello che l'uomo fermato per furto nel 2013, comunicò alla polizia. Ma il testo di rivendicazione a nome di Daesh, trovatogli in tasca, comincia con la frase "Je suis Abou..." (Io sono Abou...),e poi si legge un nome diverso, Tarek B., e alla terza riga si parla della città di "Tunisi". Sallah Alì, presunta identità alla quale corrispondono le impronte digitali del cadavere, aveva detto nel 2013 all'epoca del fermo di essere marocchino, nato nel 1995 a Casablanca, in Marocco, e in quel momento senza fissa dimora. Ma tale identità non è ancora confermata. Ad un anno dalla strage di Charlie Hebdo, l'ennesimo episodio che sconvolge Parigi. Un giovane uomo, 20 anni, armato di coltello e con una finta cintura esplosiva è stato ucciso dalla polizia davanti al commissariato La goutte d'or, vicino Montmartre. Aveva un coltello da macellaio. L'arma, che alcuni testimoni affermano di non aver visto in mano all'uomo, già noto alla polizia per essere stato arrestato dopo un furto commesso nel 2013, è visibile in una fotografia scattata da una giornalista che abita di fronte e che ha immortalato la scena. Il grosso coltello appare abbandonato vicino al corpo dell'uomo ucciso, nel canaletto di scolo fra il marciapiede e la strada. Non sarebbe stata una falsa cintura esplosiva a spingere i poliziotti a fare fuoco oggi a Parigi su un uomo ritenuto un possibile kamikaze ma - secondo fonti dell'inchiesta - "una pochette dalla quale spuntavano fili elettrici". L'uomo ucciso aveva disegno con bandiera Isis e una rivendicazione manoscritta in arabo, dove si legge di "atto per vendicare i morti in Siria", e dove l'uomo giura fedeltà all'autoproclamato califfo dell'Isis, Al-Baghdadi. mento dove Salah si rifugiò dopo attentati Bruxelles teme attacco il 15 gennaio ¸ AP FOTO Bruxelles teme attacco il 15 gennaio ¸ ANSA/AP +CLICCA PER INGRANDIRE Redazione ANSA 08 gennaio 2016 11:51 ANALISI Suggerisci FacebookTwitterGoogle+ Altri A-AA+ Stampa Scrivi alla redazione Pubblicità 4w Super ADSL Family Con Vodafone ADSL e Telefono senza Limiti a 30€/mese. Attiva Subito! Lo abbiamo verificato Trasforma € 250 in € 1.700 in meno di una settimana! Scopri come Notizie Correlate Attacco al cuore dell'Europa Charlie Hebdo: i tre giorni della Jihad - SPECIALE Attacco al commissariato LA DIRETTA LIVE Hollande, "Sulla Francia pesa una minaccia spaventosa" Isis: attacco sventato ad Ankara, piano anche in 5 paesi Ue VIDEOParigi, attentatore ucciso in strada ¸ ANSA Video Parigi, attentatore ucciso in strada VIDEONella zona della sparatoria a Parigi ¸ ANSA Video Nella zona della sparatoria a Parigi FOTORACCONTO ¸ ANSA Fotoracconto Parigi, uomo armato di coltello ucciso davanti commissariato Archiviato in Omicidio Bernard Cazeneuve Polizia di Stato Il Belgio teme un attentato il 15 gennaio prossimo, data simbolica perché è un anno esatto dall'uccisione dei due terroristi che preparavano attentati a Verviers. Lo ha detto il procuratore federale Frederic van Leeuw in un'intervista a Le Soir, spiegando che i servizi hanno preso in esame un tale scenario. Le cinture esplosive degli attentatori di Parigi sono state fabbricate in un appartamento di Schaerbeek, quartiere di Bruxelles. Lo riferisce oggi la Procura federale. Gli inquirenti ritengono che l'appartamento, affittato da un sospetto attualmente in custodia, è anche servito a Salah Abdeslam come rifugio dopo gli attentati. Nell'ambito delle indagini aperte dopo gli attacchi di Parigi, la procura ha confermato oggi di aver scoperto materiale destinato alla preparazione di esplosivi durante una perquisizione effettuata il 10 dicembre scorso al terzo piano di un palazzo in rue Henri Bergé, a Schaerbeek. Inoltre, è stata trovata anche un'impronta digitale di Salah. L'appartamento era stato affittato sotto falso nome. La procura ha anche annunciato di aver trovato tre cinture fatte a mano, che secondo gli inquirenti sarebbero state destinate al trasporto di esplosivi. Intanto è mistero sempre più fitto sull'identità dell'uomo ucciso ieri mentre si dirigeva, con un coltello in mano, verso il commissariato del 18/o arrondissement parigino. Il nome di Sallah Alì, 20 anni, marocchino, diffuso dopo la sua morte, è quello che l'uomo fermato per furto nel 2013, comunicò alla polizia. Ma il testo di rivendicazione a nome di Daesh, trovatogli in tasca, comincia con la frase "Je suis Abou..." (Io sono Abou...),e poi si legge un nome diverso, Tarek B., e alla terza riga si parla della città di "Tunisi". Sallah Alì, presunta identità alla quale corrispondono le impronte digitali del cadavere, aveva detto nel 2013 all'epoca del fermo di essere marocchino, nato nel 1995 a Casablanca, in Marocco, e in quel momento senza fissa dimora. Ma tale identità non è ancora confermata. Ad un anno dalla strage di Charlie Hebdo, l'ennesimo episodio che sconvolge Parigi. Un giovane uomo, 20 anni, armato di coltello e con una finta cintura esplosiva è stato ucciso dalla polizia davanti al commissariato La goutte d'or, vicino Montmartre. Aveva un coltello da macellaio. L'arma, che alcuni testimoni affermano di non aver visto in mano all'uomo, già noto alla polizia per essere stato arrestato dopo un furto commesso nel 2013, è visibile in una fotografia scattata da una giornalista che abita di fronte e che ha immortalato la scena. Il grosso coltello appare abbandonato vicino al corpo dell'uomo ucciso, nel canaletto di scolo fra il marciapiede e la strada. Non sarebbe stata una falsa cintura esplosiva a spingere i poliziotti a fare fuoco oggi a Parigi su un uomo ritenuto un possibile kamikaze ma - secondo fonti dell'inchiesta - "una pochette dalla quale spuntavano fili elettrici". L'uomo ucciso aveva disegno con bandiera Isis e una rivendicazione manoscritta in arabo, dove si legge di "atto per vendicare i morti in Siria", e dove l'uomo giura fedeltà all'autoproclamato califfo dell'Isis, Al-Baghdadi. SEGUI LA DIRETTA LIVE Testimone, uomo ucciso aveva le mani alzate L'uomo ucciso a Parigi "non ha avuto in alcun modo un atteggiamento aggressivo": riferisce in lacrime Charlotte, una testimone della sparatoria. "Ero a pochi metri di distanza. Ho visto perfettamente quell'individuo avvicinarsi agli agenti schierati all'ingresso. Quelli gli hanno chiesto di indietreggiare - ha aggiunto - lui ha fatto due passi indietro, poi ha ricominciato a camminare verso di loro. Aveva le mani alzate e nessun coltello. Ma la polizia ha aperto il fuoco uccidendolo con tre colpi". L'uomo ucciso davanti al commissariato di polizia a Parigi indossava una cintura esplosiva finta. Lo riferiscono i media francesi che citano fonti degli inquirenti. 15 anni a reclutatore legato attacco Charlie Il super-ricercato francese Salim Benghalem, uno dei dieci uomini più pericolosi dell'Isis secondo le autorità Usa sospettato di essere uno dei mandanti dell'attacco a Charlie Hebdo, è stato condannato in contumacia dal tribunale di Parigi a 15 anni di reclusione per il suo ruolo di reclutatore di combattenti verso Siria e Iraq.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400