Sabato 21 Luglio 2018 | 15:39

bufera alla regione

Sospetto voto di scambio, lascia Mazzarano e annuncia querele. In 3 anni, 5 assessori dimessi

Michele Mazzarano

BARI -  E’ durata 8 mesi l’esperienza di Michele Mazzarano da assessore allo sviluppo Economico della Regione Puglia. L’ex capogruppo del Pd nel Consiglio regionale si è dimesso dopo la messa in onda di un servizio di 'Striscia la Notizià in cui un testimone lo accusa di avergli promesso di assumere i suoi due figli in cambio della concessione gratuita di un locale per la campagna elettorale delle regionali del 2015. Nel rimettere le deleghe al governatore Michele Emiliano, Mazzarano si è dichiarato «vittima di estorsione», ha accusato il suo accusatore di perseguitarlo da tre anni e ha annunciato di avere presentato un esposto querela nei suoi confronti. Emiliano, che con Mazzarano perde per dimissioni il quinto assessore in meno di tre anni di amministrazione, si è limitato a «prendere atto della decisione», ringraziandolo l’ex assessore "per la sensibilità dimostrata» ed «esprimendo l’auspicio che la vicenda possa al più presto chiarirsi».

Nel servizio di 'Striscià, il testimone - intervistato di spalle e incappucciato - afferma che, malgrado gli accordi, solo uno dei suoi figli era stato assunto, a tempo determinato, in un’azienda che lavora con l’Ilva. Per questo aveva chiesto "tramite un avvocato i soldi dell’affitto spesi per il locale elettorale». Nel servizio, l’inviato di Striscia fa anche sentire a Mazzarano un audio di un incontro con l’uomo in cui l'ex assessore tenta di rassicurarlo sull'assunzione dell’altro figlio: «Te lo sistemo, dammi tempo - dice - l’altro l’ho sistemato o no...». «All’Ilva, dove sta lui - dice ancora - due ne ho fatti entrare» e «quando io e te non ci conoscevamo, io ne ho messe 8 di persone, tutte in una volta».

Queste dimissioni e le polemiche le accompagnano pesano sulla maggioranza che sostiene l’amministrazione Emiliano, in un momento caratterizzato da forti tensioni anche interne al Pd per la recente nomina al vertice di Acquedotto pugliese dell’ex sindaco di Bari ed ex deputato di FI, Simeone di Cagno Abbrescia. Una scelta criticata dalle opposizioni ma anche dalla segreteria regionale del Pd e che ha portato oggi Sinistra Italiana ad uscire dalla maggioranza in Consiglio regionale.

Mazzarano è il quinto assessore che si dimette e il terzo del Pd: il 7 febbraio scorso, in piena campagna elettorale, toccò all’assessore all’Ambiente, Filippo Caracciolo (Pd), indagato per corruzione e turbativa d’asta. Prima di lui, nel luglio 2017, era stato l’assessore ai Trasporti Gianni Giannini (Pd), a dimettersi dopo aver appreso di essere indagato in una inchiesta su presunte tangenti. Nemmeno una settimana dopo si dimise (per motivi politici e non giudiziari) l’assessore all’Ambiente, Mimmo Santorsola (Sinistra Italiana), mentre nell’ottobre 2015 si era dimesso per ragioni di opportunità l’allora assessore al Turismo, Gianni Liviano D’Arcangelo (esponente della civica Emiliano Sindaco di Puglia).

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Commenti all'articolo

  • eleba

    22 Marzo 2018 - 15:03

    Credo sia giunto il tempo di andare alle elezioni regionali in Puglia.Ormai Emiliano e la sua giunta han fatto il loro tempo.

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