Sabato 21 Luglio 2018 | 15:52

Il delitto del 30 dicembre

Clan di Bitonto, sette arresti
Catturati i killer dell'anziana

L''83enne Anna Rosa Tarantino fu uccisa in pieno giorno. Fu ferito anche un 20enne che si pentì il giorno dopo. Gli arresti nei confronti dei gruppi Conte e Cipriano

omicidio anziana a Bitonto

Foto Luca Turi

Operazione di Polizia e Carabinieri all'alba a Bitonto: agenti e militari hanno arrestato sette persone (sei in carcere, no ai domiciliari) appartenenti ai clan Conte e Cipriano nell'ambito delle indagini sull'omicidio della pensionata 83enne Anna Rosa Tarantino, ammazzata per sbaglio il 30 dicembre scorso nella centralissima via della Marteri, a Bitonto, durante una sparatoria tra clan rivali. In quella circostanza fu ferito anche il 20enne Giuseppe Casadibari, affiliato a uno dei gruppi rivali che si contendono il traffico di droga nel centro bitontino, che si pentì poche ore dopo in ospedale. Gli arrestati - tra cui gli esecutori materiale del delitto - sono destiatari di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari, Giovanni Anglana, su richiesta della Dda, e sono accusati, a vario titolo, di omicidio, tentato omicidio, spari in luogo pubblico, detenzione e porto abusivo di armi, minaccia e violenza privata; reati tutti aggravati dall'aver agito con l'aggravante del metodo mafioso. La custodia in carcere è stata disposta per Francesco Colasuonno, 31enne, Benito Ruggiero, 28enne, Rocco Mena, 30enne, Rocco Papaleo, 38enne, Michele Sabba, 24enne e Cosimo Liso, 23enne. Agli arresti domiciliari solo il 45enne Michele Rizzo. Sabba e Papaleo sarebbero considerati gli esecutori materiali della sparatoria.

Le indagini di Polizia e Carabinieri, coordinate dalla Dda, hanno consentito di ricostruire la faida in atto a Bitonto, tra il gruppo denominato "Conte", operativo nella periferia urbana e precisamente nel complesso di case popolari di quella via Pertini; e il gruppo denominato "Cipriano", capeggiato dal pluripregiudicato Colasuonno Francesco 3lenne, inteso "Ciccio Cipriano", operativo nel centro storico del suddetto Comune; entrambi attivi nel settore del traffico e della commercializzazione di sostanze stupefacenti, attraverso il controllo di piazze di spaccio ricadenti nei rispettivi territori di influenza.

Detti contrasti, datati nel tempo, hanno fatto registrare una recrudescenza nello scorso autunno 2017, a seguito della defezione di taluni esponenti del gruppo "Cipriano" transitati nel rivale gruppo "Conte". Di tale scissione si è avvantaggiata la consorteria attiva nella periferia cittadina, che ha così creato una enclave nel borgo antico, nella quale veniva immediatamente attivata una piazza di spaccio. Ciò contrastava con gli analoghi interessi del gruppo "Cipriano" che, fino a quel momento egemone nel centro storico bitontino, vedeva così minacciato l'indotto proveniente dal mercato degli stupefacenti.

In tale quadro, a partire dalla vigilia di Natale dello scorso anno, in un crescendo di episodi di violenza ed aggressioni, i due gruppi rivali si sono affrontati armi in pugno, fino alla giornata del 29 dicembre, allorquando, esponenti del gruppo "Cipriano" intimavano all'ex sodale Cosimo LISO (fratello del predetto Domenico), anche lui transitato nel gruppo "Conte", di abbandonare la propria abitazione nel centro storico. Tale minaccia provocava la reazione del LISO che, secondo gli accertamenti investigativi, nella prima mattina del 30 dicembre, con una prima azione armata, innescava, in un meccanismo di "botta e risposta", una serie di azioni di fuoco per le vie di Bitonto, culminate con la tragica sparatoria a seguito della quale veniva mortalmente ferita la vedova Tarantino e ferito anche il giovane gregario del gruppo "Cipriano", Giuseppe Casadibari.

Ecco cosa accadde quel giorno a Bitonto: tutti i dettagli di quella mattina con ruoli e responsabilità. 

IL MINISTRO: NESSUNA IMPUNITA' - «Anche se nulla potrà restituire ai propri familiari la signora Tarantino e la guardia giurata Della Corte, in uno Stato di diritto non è consentita alcuna impunità agli autori di delitti così efferati». Lo dice il ministro dell’interno, Marco Minniti, che si è complimentato per l'operazione eseguita dalla Polizia di Stato e dalla Arma dei Carabinieri, che ha portato all’individuazione e al fermo dei presunti responsabili dell’omicidio della signora Anna Rosa Tarantino, uccisa a Bitonto il 30 dicembre scorso, e per il fermo, eseguito dal personale del Commissariato di Scampia, dei tre minorenni accusati della brutale aggressione e morte del vigilante avvenuta nei pressi della stazione metro di Piscinola lo scorso 3 marzo. "Le operazioni portate a termine oggi - sottolinea il ministro - testimoniano lo straordinario impegno e capacità che Magistratura e Forze di Polizia mettono in campo quotidianamente e a loro va il mio apprezzamento e ringraziamento»

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