Martedì 14 Agosto 2018 | 21:20

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Sul Gargano

Vieste, ossa umane in gravina
forse è una lupara bianca

I resti (a 30 metri di profondità) potrebbero appartenere a Salvatore Ranieri, scomparso nell’agosto del 2003, o ad Alessandro Ciavarrella (2009), o Angelo Tricarico (2013) o oppure a Francesco D’Armiento (2016)

ingresso dolmen

L'ingresso del dolmen

VIESTE - 

Ossa umane ammucchiate tra resti di animali sono state scoperte dai carabinieri Cacciatori di Sardegna, sul fondo di una gravina naturale tra Vieste e Mattinata, ad una profondità di oltre 30 metri. La scoperta è stata fatta durante un’attività di censimento e ispezione degli anfratti naturali del Gargano. Si ipotizza che si tratti dei resti di una vittima di lupara bianca. Le ossa saranno inviate al Ris di Roma per risalire, attraverso l’esame del Dna, all’identità della vittima. Non appena le condizioni meteo e del terreno lo consentiranno verrà compiuto un ulteriore sopralluogo nell’area del ritrovamento con personale specializzato e attrezzature idonee.

Gli esami che saranno effettuati dal Ris di Roma serviranno a fare luce su questo probabile nuovo caso di lupara bianca. I carabinieri del Comando provinciale di Foggia, che indagano sul ritrovamento dei resti umani, non si sbilanciano anche perché, sono molti i casi di lupara bianca verificatisi nella zona. Addirittura, negli ultimi 25/30 anni sarebbero una trentina le persone scomparse e mai ritrovate. 

Tra le ipotesi avanzate quelle che i resti possano appartenere a Salvatore Ranieri, scomparso nell’agosto del 2003, o ad Alessandro Ciavarrella scomparso, da Monte Sant'Angelo nell’agosto 2009, o ad Angelo Tricarico, scomparso nell’agosto del 2013 a San Nicandro Garganico, oppure a Francesco D’Armiento, scomparso nel 2016 da Mattinata. E’ probabile che i carabinieri possano aver avuto qualche soffiata e siano andati a colpo sicuro sul luogo del ritrovamento, a 30 metri di profondità. 

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