Giovedì 19 Luglio 2018 | 02:22

l'emergenza Xylella, stop alle rose nei vivai

settore sempre più colpito La pianta simbolo dell'amore non potrà essere venduta nei garden della provincia

l'emergenza Xylella, stop alle rose nei vivai

di Daniela Pastore

Non si potranno più acquistare rose nei vivai salentini. È l’ennesima conseguenza della presenza di xylella fastidiosa sul territorio.

Il fiore più amabile, simbolo dell’amore, della passione e della bellezza, è risultato infatti suscettibile al batterio «fastidioso». In realtà, la specie di xylella che ha dimostrato di gradire la pianta dai dolci e profumati petali, è la «multiplex», mentre la xylella salentina appartiene alla subspecie pauca. Ma questo ha comportato comunque l’introduzione della specie floreale nel data-base delle piante ospiti di xylella, aggiornato dai tecnici europei, e ha dato il via automaticamente alle restrizioni nelle zone in cui il batterio risulta presente, ovvero tutta la provincia di Lecce.

Per essere chiari: le rose nel Salento si potranno piantare, ma non potranno essere acquistate dai vivai leccesi. In tutta Europa, comunque, il fiore dovrà viaggiare con uno speciale «passaporto» che attesti la zona di provenienza. Un’ulteriore doccia fredda per i 150 tra garden e vivai della provincia di Lecce che vedono ormai ridotte al lumicino le specie che possono vendere e movimentare. Sono infatti più di 200 le specie vegetali che risultano ospiti di xylella fastidiosa. E la lista, man mano che aumentano li studi sul batterio, continua a crescere. «Ci dicano cosa dobbiamo vendere - è il grido disperato degli operatori del settore - non sappiamo più che cosa fare delle nostre aziende. Ormai siamo condannati a diventare negozietti di fiori recisi. Il viavai dei clienti è calato drasticamente. Del resto cosa devono venire ad acquistare nei nostri vivai? Qualche specie nordica che non piace a xylella fastidiosa?».

Anche il settore del vivaismo viticolo è in fibrillazione. Questa settimana la Regione dovrà ultimare e siglare il protocollo per la commercializzazione delle barbatelle. Intanto, dopo il furto di 250mila piante di baby-viti nei giorni scorsi in un’azienda idruntina, interviene il consigliere regionale dei Conservatori e riformisti, Erio Congedo. «Blocchi, ritardi e furti e per gli operatori viti-vivaistici si accumulano danni e disagi - dice l’esponente del centrodestra - La Regione non rimanga insensibile al grido degli operatori e si attivi immediatamente. Prima il blocco commerciale delle barbetelle che dura ormai da otto mesi - prosegue - senza che esista una vera ragione scientifica, ma solo perché l’Unione Europea considera la pianta a rischio xylella. Poi l’obbligo di trattare la barbatella a “caldo” per poterla commercializzare e quindi l’acquisto di costosi macchinari per rimettersi sul mercato e non lasaciare spazio alla concorrenza».

«Infine, il danno: il furto di 250mila barbatelle conservate in un vivaio di Otranto in attesa di trattamento e commercializzazione. Un danno di centinaia e centinaia di migliaia di euro che rappresentano un balzello insopportabile per i viti-vivaisti salentini che sembrano accumulare disgrazie dopo disgrazione senza che le Istituzioni vengano in loro soccorso».

«Per questo - conclude Congedo - rinnovo l’invito alla Regione Puglia, e quindi all’assessorato all’Agricoltura, a non rimanere insensibile al grido degli operatori e ad attivarsi immediatamente per la certificazione del trattamento a caldo del prodotto, onde evitare che le barbatelle stiano per lungo tempo depositate nei vivai a rischio furto».

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