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Giovedì 22 Febbraio 2018 | 20:03

la polemica

Ordine e Assostampa Puglia
inaccettabile lo sfogo
di Spina contro la «Gazzetta»

giornali stampa editoria

«Accusare pubblicamente sui social un giornalista di non avere i “meccanismi cognitivi” a posto o insinuare che il suo lavoro sia stato mosso da avversari politici nell’ambito della sfida elettorale alle prossime Politiche è – questa sì – azione meritevole di querela. Non quella “temeraria” che Francesco Spina minaccia di sporgere contro Massimiliano Scagliarini per l’articolo, pubblicato oggi dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” con il quale si dà notizia di una nuova inchiesta a carico dell’ex sindaco di Bisceglie, candidato alle urne del 4 marzo nelle liste del Pd, riguardante la gestione delle spese dell’amministrazione comunale fino al 2016».

E’ quanto denunciano in una nota i presidenti dell’Ordine dei giornalisti pugliesi e dell’Assostampa Puglia, ricordando ad un amministratore e politico di lungo corso che «il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini ad essere informati dei fatti che accadono nel loro territorio è tutelato dalla Costituzione, alla quale Spina ha già giurato fedeltà indossando la fascia tricolore. Ed è dovere dei giornalisti verificare le fonti e la veridicità dei fatti che raccontano sui giornali, né più né meno di quanto fatto da Scagliarini prima di scrivere l’articolo “incriminato”. Sfogarsi sui social chiamando i propri seguaci ad una crociata contro i giornalisti che si azzardano a scrivere cose sgradite al politico di turno è, purtroppo, un esercizio sempre più diffuso e ancor più grave è il fatto che a scatenarlo non sia l’internauta di turno, ma un personaggio pubblico».

«Se a Spina non piacciono le “gogne mediatiche”, come ha detto nella lunga diretta sul suo profilo facebook, allora non le utilizzi per infangare il lavoro dei giornalisti. Semmai provveda a smentire quanto riportato dalla Gazzetta o replichi sullo stesso giornale dimostrando la presunta infondatezza dei fatti riportati. E, se ritiene, lo faccia anche rispondendo alle chiamate che, più volte, il giornalista “incriminato” gli aveva rivolto invano, proprio per dare conto del suo punto di vista sulla vicenda».

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