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Martedì 20 Febbraio 2018 | 14:55

la speranza

Cassano, facci
ancora sognare

Il futuro di Cassano?  Giampaolo è sicuro «Sarà grande tecnico»

Che fine ha fatto Fantantonio? Quello con il Bari è un legame ancestrale, che rimanda alla Terra, alle origini inseguite per i vicoli al lato del lungomare, costeggiando in corsa i lampioni Liberty, in un sogno abortito di riscatto, che si è identificato per anni con una squadra e con gli incerti fasti uno stadio faraonico e bellissimo, ridotto in uno sconfortante stato di abbandono. C’è stato un ragazzo che ha plasticamente impersonato, quasi suo malgrado, le speranze tradite del Sud.
Per errori suoi, per sopravvalutazione del suo talento indiscutibile e sottovalutazione dei problemi e della fatica, Antonio Cassano è diventato l’eroe sconfitto, il pugile suonato di una parabola discendente che sembra ripetersi nel corso degli anni, dalla quale noi meridionali non riusciamo mai ad imparare nulla.

Cassano si è riscattato e ha illuminato, da fuggevole meteora i campi di calcio di mezza Europa e gli sprazzi azzurri della Nazionale; si è ubriacato e disteso sul prato del Bernabeu del Real Madrid, dove la sua favola amara ha cominciato a naufragare. Ha affrontato e vinto tanti problemi, fisici e non solo, sconfiggendo l’ictus che lo aveva colpito, anche con la forza e l’ironia delle sue proverbiali Cassanate. Anche lui, proprio come il suo Sud, ha diviso gli spalti tifoserie contrapposte. C’è chi lo ama e chi lo odia. Ad un’icona non si fanno sconti, ad un’icona non si permettono compromessi.Personalmente lo amo, ma proprio per questo non me la prendo con il sistema che lo ha stritolato.

Antonio è sparito, forse non ha retto lo stress, ora è svincolato, Non indossa nessuna maglia, forse vuole restare solo con se stesso e ritrovarsi. Questo merita il rispetto che forse troppe volte gli è stato negato. Ma sembra non avere più la fantasia e la voglia di ricominciare. Lui, non è un’icona, non è un simbolo, è solo un ragazzo del Sud. Ma proprio come il Sud, non può mollare. Mi piacerebbe che tornassi a Bari, smorzasse le polemiche e ricominciasse a giocare, come solo lui sa fare. Coraggio, Antonio, facci ancora sognare!

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