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Emiliano: ospedali, i posti letto non aumentano «No all'accorpamento Oncologico-Policlinico»

BARI - «La bozza di piano di riordino è assistenzialmente sostenibile, ma non è compatibile con il tetto di finanziamento». Il governatore Michele Emiliano ha dunque annunciato ai sindacati, incontrati ieri mattina insieme al capo del dipartimento Sanità, Giovanni Gorgoni, che la rete ospedaliera dovrà essere ridisegnata a colpi di accorpamenti: entro il 29 febbraio, termine fissato dal ministero della Salute, la Regione deve consegnare il lavoro.

Con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e delle sigle autonome sono così emerse le prime indicazioni operative. È molto probabile che non ci saranno i 14mila posti letto ipotizzati nella prima versione, ma che si rimarrà con quelli oggi attivi (di poco inferiori a 13mila). D’altro canto, però, non ci sarà nessuna fusione tra gli Irccs, ed è stata anche definitivamente accantonata quella tra Oncologico e Policlinico di Bari che il ministero ha escluso.

Resta il tema del rapporto costi-ricavi, che - da subito - dovrà rientrare in quello fissato dalla legge di Stabilità: il deficit degli ospedali non potrà superare il 10%. Gorgoni ieri ha fornito i dati, su base Asl, che mostrano la gravità del problema: gli ospedali della Asl Lecce sviluppano ricavi per 312 milioni e costi per 445, quelli di Brindisi 185 e 232, Taranto 222 e 320, Bat 141 e 195 (senza ammortamenti), Bari 290 e 414, mentre Foggia con 95 milioni di ricavi e 168 di costi è quella che subirà i tagli più pesanti. La Regione ha confermato che tutti gli ospedali andranno da subìto in piano di rientro, anche se la norma vale dal 1° aprile solo per policlinici e Irccs: «Ma i conti di Policlinici e Irccs - ha spiegato Gorgoni - possono essere rimessi in sesto entro tre anni.

«I numeri - commenta Massimo Mincuzzi, della segreteria regionale Confsal Puglia - mostrano un divario molto ampio tra assistenza ospedaliera e territoriale, divario che avrebbe dovuto essere colmato da molto tempo. Attendiamo di conoscere quale sarà il percorso per rimettere in ordine i conti, salvaguardando i livelli di assistenza ed evitando di far ricadere le responsabilità sui lavoratori attraverso mobilità selvagge conseguenti agli accorpamenti annunciati. Il presidente Emiliano ci ha garantito un nuovo incontro per ascoltare la nostra opinione sulla bozza di piano». L’Usppi, che ha ipotizzato «uno sciopero generale» per protestare contro «la penalizzazione della Puglia rispetto ad altre Regioni», ha chiesto a Emiliano di costituire «una task-force con tecnici della Regione ed esperti individuati dai sindacati».

Intanto, in una nota, Nicola Papagna ( Movimento Italiano Disabili) plaude alla Regione «per avere stanziato nel bilancio 2016 fondi per il trasporto gratuito per i disabili». «Chiediamo all'assessore Giannini - prosegue la nota - maggiore controllo verso le compagnie di viaggio come Trenitalia, che esaurisce biglietti e abbonamenti prima che finisca l'anno provocando danni ai lavoratori disabili». [red.reg.]

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Commenti all'articolo

  • rossini

    25 Gennaio 2016 - 08:08

    No accorpamento Policlinico Oncologico? E perché? Per distribuire stipendi, indennità e gettoni a dirigenti e amministratori che potrebbero essere tranquillamente eliminati? È vero che gli "amici" hanno delle aspettative che devono essere soddisfatte. Ma chi paga, alla fine, siamo noi contribuenti e ci siamo stancati di essere salassati.

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