Cerca

Giovedì 22 Febbraio 2018 | 19:51

Inchiesta da Milano

Riciclaggio, arrestato
presidente Foggia calcio

Dopo il blitz di dicembre. La Dda ha chiesto inoltre la nomina di un commissario giudiziale per un anno nei confronti del Foggia. Eseguite molte perquisizioni

Riciclaggio, arrestatopresidente Foggia calcio

Il presidente del Foggia Calcio, Fedele Sanella è stato arrestato con l’accusa di riciclaggio, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano che aveva già portato, nello scorso dicembre, all’arresto dell’ex vicepresidente della società Ruggiero Massimo Curci. La Dda ha chiesto inoltre la nomina di un commissario giudiziale per un anno nei confronti del Foggia. Numerose perquisizioni sono state eseguite a Foggia e provincia presso gli uffici e le abitazioni di Fedele Sanella e del fratello, e presso la sede del Foggia Calcio. Sannella è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Varese e dalla Squadra Mobile della Questura di Milano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per riciclaggio, emessa dal gip Giulio Fanalesi del Tribunale di Milano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

L’ordinanza è il risultato del proseguo della maxi inchiesta "Security» del maggio 2017, firmata dai magistrati Ilda Boccassini e Paolo Storari. Secondo l’accusa, Sannella avrebbe ricevuto e riciclato personalmente circa 378.750,00 in denaro contante, reimpiegandoli nel Foggia Calcio Srl sia attraverso la corresponsione di somme di denaro in nero agli atleti, allenatori, procuratori, sia mediante pagamenti funzionali alla gestione della società calcistica, così ostacolando l'identificazione della provenienza illecita del denaro.

Dato che gli illeciti sono stati commessi dagli organi apicali precedenti ed attuali della società, la Dda di Milano, per la prima volta in Italia per quanto riguarda una squadra di calcio, ha richiesto al gip di Milano di disporre l’applicazione della misura cautelare della nomina di un commissario giudiziale per la durata di un anno, nei confronti del Foggia.

LE ACCUSE DEL GIP - Si parla ancora dei «15.050 euro" 'in nerò, che emergono da alcuni «appunti», che sarebbero stati versati a Roberto De Zerbi, attuale allenatore del Benevento, nell’ordinanza di custodia cautelare che oggi ha portato in carcere il patron del Foggia Calcio Fedele Sannella con l’accusa di riciclaggio. Arresto arrivato nell’ambito di un’inchiesta in più tranche della Dda di Milano che lo scorso maggio aveva già portato a 15 arresti per infiltrazioni mafiose in appalti Lidl e Securpolice e lo scorso dicembre anche all’arresto dell’ex vicepresidente della società calcistica Ruggiero Massimo Curci.

L’episodio dei soldi a De Zerbi era già emerso nell’ordinanza a carico di Curci e ora nel nuovo provvedimento, firmato dal gip Giulio Fanales su richiesta dei pm Ilda Boccassini e Paolo Storari, si evidenzia che sarebbe stato proprio Sannella colui che scrisse un «prospetto» con l’elenco di «sportivi tesserati con il Foggia Calcio» che avrebbero ricevuto compensi in contanti, denaro, secondo l’accusa, frutto di riciclaggio. Tra questi De Zerbi, che allenò il Foggia tra il 2014 e il 2016.

Sannella, si legge nell’ordinanza, è presidente del cda della Esseci srl «che detiene la totalità del capitale sociale della Foggia Calcio srl, società nella quale lo stesso Sannella ricopre la carica di membro» del cda. E' accusato di aver ricevuto da Massimo Ruggiero Curci - che avrebbe commesso «numerosi delitti di frode fiscale», bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita e «indebita compensazione" ai danni di molte società anche cooperative - attraverso il fratello Nicola Curci, un totale di oltre 378mila euro. Sannella avrebbe riciclato quei soldi dando «somme in nero agli atleti, allenatori, procuratori e attraverso vari pagamenti funzionali alla gestione della società calcistica, in tal modo ostacolando concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro». Lo stesso Massimo Ruggiero Curci, tra l’altro, avrebbe impiegato «nel Foggia Calcio la ulteriore somma» di 1,6 milioni di euro.

Già a dicembre, con l’arresto di Curci, era emerso che il 27 giugno 2016 il fratello Nicola aveva inviato tramite cellulare foto di una serie di fogli manoscritti con «un elenco di sportivi tesserati con il Foggia», per ciascuno dei quali si indicava «l'importo di denaro consegnato, con dazione da intendersi avvenuta in contanti, stante l’assenza di ogni evidenza contabile». Oltre a De Zerbi, figuravano alcuni giocatori ed ex giocatori: Enrico Guarna (avrebbe ricevuto 13.500 euro), Roberto Floriano (25mila), Alan Empereur (50mila), Pietro Arcidiacono (20mila), Cosimo Chiricò (due dazioni in nero, 15mila più 3.477), Vincenzo Sarno (14.055), Antonio Junior Vacca (24.568) e Pietro Iemmello (24.568)). E ancora l’ex vice allenatore Davide Possanzini (15.049) e i procuratori di Guarna (6mila) e di Empereur (7.500).

Questi appunti, scrive il gip, «redatti su carta intestata della ditta Tamma», azienda di Sannella, «risultavano redatti» proprio da lui. Lo stesso Curci, poi, interrogato dopo l'arresto, ha spiegato che un altro appunto sequestrato "intitolato 'Contanti soldi dati a fedelè» era suo «e riportava il denaro da lui corrisposto in contanti a Sannella Fedele, a seguito delle continue pressioni da parte di costui, il quale affermava di necessitare ditali importi per spese relative al Foggia Calcio». De Zerbi e gli altri sportivi sentiti come testi, invece, spiega il gip, «pur avendo escluso di avere mai ricevuto parte della propria retribuzione in forma diversa dal bonifico bancario» non erano in grado «di fornire alcun tipo di spiegazione di fronte agli appunti manoscritti».

IL LEGALE DI SANNELLA: NESSUNA CONTIGUITA' MAFIOSA - «In riferimento alle vicende che hanno portato al provvedimento restrittivo nei confronti del signor Fedele Sannella, occorre precisare che le notizie apparse sui media, in ordine a presunte contiguità mafiose o infiltrazione di qualunque tipo, sono destituite di qualsiasi fondamento». Lo afferma in una nota il legale del Foggia Calcio, Gianluca Bocchino, precisando che quello che oggi viene contestato al patron del Foggia Calcio, arrestato ieri con l'accusa di riciclaggio nell’ambito di una inchiesta della Dda di Milano, «è l’aver ricevuto alcuni importi in contante dall’ex socio Massimo Curci come conseguenza di alcuni reati fiscali a quest’ultimo addebitati, vicenda pertanto del tutto autonoma ed indipendente dall’indagine madre che ha portato all’arresto del Curci».
«E' opportuno precisare, altresì che, allo stato - prosegue la nota - non vi è alcun commissariamento della Società Foggia Calcio, ma esclusivamente una richiesta da parte della Procura che verrà vagliata il 13 febbraio e che prevede, in caso di accoglimento, la nomina di un Commissario la cui funzione sarà quella di verificare la correttezza ed efficienza organizzativa della Società per la durata di 1 anno, senza che ciò comporti alcun arresto dell’attività dell’attuale gestione e soprattutto della attività calcistica, che continua regolarmente nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi prefissati».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione