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In arrivo 40 milioni per Taranto
oggi scuole chiuse a Tamburi

taranto Ilva

di MIMMO MAZZA

TARANTO - Quaranta milioni di euro per rigenerare e cambiare volto al rione Tamburi. Si va definendo il programma di interventi inseriti nel Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto che vede protagonisti il Comune, l’Arca jonica, il Ministero per le Infrastruttura e la Regione Puglia.
L’assessore comunale ai lavori pubblico Aurelio Di Paola illustra alla Gazzetta il progetto complessivo che è la somma di quattro sottoprogetti.

«Il primo intervento, del valore di 2 milioni di euro e per il quale sono già stati spesi 650mila euro, riguarda la bonifica delle aree che si trovano a ridosso del perimetro dello stabilimento siderurgico, ed è un intervento strettamente legato al secondo che riguarda la realizzazione di una vera e propria foresta urbana con un intervento denominato «Foresta Urbana Phitoremediation» che ci consentirà di realizzare una barriera naturale tra l’Ilva e il quartiere Tamburi, procedendo al rimboschimento della zona con alberi ad alto fusto che avranno caratteristiche specifiche in grado di filtrare l'area e rigenerare il sottosuolo. Per questo progetto sono stati stanziati 7 milioni».
Per realizzare la foresta urbana, sarà necessario procedere alla demolizione delle cosiddette case parcheggio, ultima frontiera urbana prima dei parchi minerali.

«La demolizione, e siamo al terzo intervento, farà venire meno gli alloggi attualmente di proprietà dell’Arca jonica, facendo così insorgere in capo al Comune l’obbligo di risarcire l’Arca. Il Comune diventerà proprietario di quei terreni e risarciremo l’Arca jonica con terreni ubicati al quartiere Paolo VI e al rione Salinella nei quali, lontani dalle fonti inquinanti, saranno realizzati, spendendo 12 milioni di euro, nuovi insediamenti abitativi messi a disposizione di chi oggi risiede alle case parcheggio».

Di Paola non vuole sentire parlare di deportazione. «Non scherziamo, la deportazione fu una cosa drammatica. In questo caso si tratta di lasciare la casa costruita vicino l’Ilva per andare a vivere in una abitazione nuova, moderna, tecnologicamente sicura e dotata di tutti i comfort. Certo, mi rendo conto che qualcuno potrà essere preso dalla nostalgia ma ci sono superiori esigenze di salute pubblica che impongono di intervenire con risolutezza».

L’ultimo sottoprogetto prevede, infine, un programma di rigenerazione urbana che consentirà di realizzare due campi di calcio a 11, cinque campi di calcio a 5, la risistemazione delle piazze, degli spazzi, delle aree a verde e un intervento importante, dal valore di 5 milioni di euro, per fare un lungomare terrazzato sul mar Piccolo per il quale prevediamo un livello carrabile e uno pedonale con un punto di ristoro, cambiando così radicalmente l’attuale water front»,
«Parliamo complessivamente - spiega l’assessore della giunta Melucci - di un programma di interventi che tra bonifiche, foresta urbana ed edilizia residenziale ci permetterà di investire 40 milioni di euro, con finanziamenti a carico del Ministero delle Infrastrutture e della Regione Puglia. Adesso dobbiamo dare corso agli atti conseguenti di competenza comunale. Contiamo di affidare entro la primavera gli incarichi per la progettazione e di effettuare dunque entro l’anno le relativa gare d’appalto per le quali abbiamo scelto la possibilità di dividere gli interventi in microlotti allo scopo di favore le imprese del territorio. Ad esempio, gli interventi di edilizia residenziale sono stati suddivisi in quattro lotti da 3 milioni di euro l’uno proprio per permettere alle piccole e medie imprese edili di Taranto di poter partecipare alle gare d’appalto. L’obiettivo che con il sindaco Rinaldo Melucci intendiamo cogliere è quello di utilizzare i 40 milioni di euro disponibili per per migliorare l’ambito urbano del quartiere Tamburi, innalzando così il livello della qualità della vita». 

Intanto in attesa che il volto del quartiere Tamburi, ubicato a ridosso dello stabilimento siderurgico Ilva, cambi in maniera radicale, oggi le scuole della zona resteranno chiuse perché l’Arpa ha comunicato che sarà una giornata di «wind day», ovvero di vento forte dalla zona industriale verso la città, e dunque gli studenti saranno costretti a saltare l’undicesima giornata di lezioni dall’inizio dell’anno scolastico.

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