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Domenica 18 Febbraio 2018 | 23:11

Peacelink a sindaco: chi inquina paghi

TARANTO - Peacelink chiede che il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci si faccia «soggetto promotore del principio 'chi inquina pagà in modo che chi gestisce l’Ilva risarcisca l’intera città per ogni giorno di Wind Day, quantificando tutti i danni diretti e indiretti provocati dalla paralisi delle attività cittadine».

Domani a Taranto è Wind day, uno di quei giorni segnalati da Arpa Puglia in cui il vento forte proveniente da nord ovest trascina sul quartiere Tamburi le polveri dei parchi minerali dell’Ilva. Per l’undicesima volta dall’inizio dell’anno scolastico le scuole del rione resteranno chiuse a tutela della salute per ordinanza sindacale. Il sindaco "deve affidare - osservano Alessandro Marescotti, Fulvia Gravame e Luciano Manna di Peacelink - ad enti super partes una quantificazione dei danni, da quelli sanitari (+25% di ricoveri dei bambini nei quartieri a rischio) a quelli economici e sociali provocati dall’inquinamento».

Se venisse «compiuta tale quantificazione - sostengono gli attivisti dell’associazione - ArcelorMittal non acquisterebbe più l’Ilva e lo stabilimento chiuderebbe per sempre. Infatti nessun privato sarebbe disposto ad acquistare un’azienda che debba contabilizzare nel bilancio gli attuali enormi costi e disagi scaricarti sull'intera comunità».

Infine, Peacelink considera «di vitale importanza una capillare informazione sui rischi dei Wind days e una diffusa della prevenzione primaria, in particolare fra le mamme del quartiere Tamburi, che riguardi la conoscenza della composizione chimica delle polveri con cui la popolazione entra in contatto».

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