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Domenica 18 Febbraio 2018 | 23:25

taranto

Ilva, previsto un nuovo wind day
lunedì scuole chiuse ai Tamburi

ilva wind day

di MIMMO MAZZA

TARANTO - Di nuovo scuole chiuse domani al quartiere Tamburi di Taranto. Arpa Puglia ha comunicato che, ai sensi del piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell'aria del quartiere Tamburi per gli inquinanti benzo(a)pirene e PM10, è previsto vento forte dalla zona industriale verso la città, ovvero si verificheranno le condizioni meteo che portano alla dichiarazione di wind-day. Dunque, a seguito dell’ordinanza firmata dal sindaco Rinaldo Melucci lo scorso 24 ottobre, le scuole di ogni ordine e grado ricadenti nel quartiere Tamburi rimarranno chiuse mentre i residenti nelle aree prospicienti la zona industriale sono invitati a consultare, osservandole, le misure precauzionali contenute nel protocollo di comportamento già noto e pubblicato sul sito istituzionale dell’Asl di Taranto.

Quella di domani dovrebbe essere però l’ultima giornata - e sono già diventate 11 dall’inizio dell’anno scolastico - di lezioni perse per gli studenti dei Tamburi perché il sindaco Melucci, con i tecnici del Comune e con l’Asl, sta lavorando ad una modifica dell’ordinanza per consentire lo svolgimento delle lezioni con un orario ridotto (tre ore?) durante il quale le aule resteranno con le finestre chiuse per evitare l’invasione delle polveri provenienti dall’Ilva.

Una soluzione tampone in attesa che il problema venga risolto alla fonte (la prima sentenza di condanna per il siderurgico a causa dello sversamento di polveri sul quartiere Tamburi risale al 1980) una volta per tutte, senza speculazioni di sorta, specie da chi nelle ultime ore si sta affannando di negare l’innegabile. La polemica sulla foto del banco della scuola Gabelli con i fazzoletti pieni di polveri, foto scattata venerdì mattina dopo altri due giorni di wind day, ha generato un surreale dibattito sulla paternità della foto e sulla titolarità delle mani che hanno pulito i banchi, sorvolando - come se nulla fosse, come se non è quello il reale problema e in altri tempi anche una notizia di reato - su quanto la fotografia racconta (le polveri nere sui banchi) e su cosa accada gli immobili - pubblici e privati - del rione Tamburi nei giorni di wind day.

La vicenda Ilva e inquinamento infiamma anche il dibattito politico. Ieri il capogruppo in Consiglio regionale di Mdp-Liberi e Uguali, Ernesto Abaterusso ha sfidato apertamente il viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova a candidarsi nel collegio uninominale di Taranto. «Se è così convinta che nella vicenda Ilva lei e il Governo hanno agito bene allora dovrebbe candidarsi - spiega l’esponente di LeU - a Taranto invece di scappare via come fatto da Lecce. Il Governo ha fatto vincere la gara alla multinazionale Arcelor-Mittal che ha proposto - sottolinea Abaterusso - 4000 esuberi da Taranto a Genova e la riassunzione di 10mila lavoratori residuali a condizioni umilianti utilizzando il Jobs Act, legge tanto decantata dal Governo e dalla stessa Bellanova. Ed è sempre la stessa società che ha proposto - secondo Abaterusso - con il consenso del Governo che lo ha inserito nel decreto, di posticipare al 2023 il piano di ambientalizzazione». «Ricordo alla Bellanova che un Paese si governa centrando i risultati e rispettando gli impegni assunti con gli elettori, non certo - conclude Abaterusso - mistificando la realtà e scaricando su altri le proprie responsabilità e inefficienze».

polveri dal siderurgico alla città. polemica abaterusso-bellanova

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