Sabato 21 Luglio 2018 | 23:28

sette minori segnalati

Baby gang in azione nel Potentino
i genitori: «chiediamo scusa»

baby gang

POTENZA - In una caserma dei Carabinieri, con evidente imbarazzo, convocati perché i loro figli di notte hanno partecipato a tre raid da baby gang, hanno chiesto scusa. Lo hanno fatto, questi genitori sbalorditi, al posto dei loro figli, ragazzi «normali, non delinquenti» che invece sono rimasti in silenzio. Hanno chiesto scusa, i grandi, ai militari dell’Arma, quasi come se volessero chiedere scusa a tutto il loro comune, nel Potentino. Ma soprattutto hanno voluto chiedere scusa a quei bambini disabili che di giorno frequentano il centro di cura danneggiato durante tre notti delle recenti festività natalizie da otto minorenni.

Sette di loro, tra i 15 e i 17 anni, nessuno dei quali proviene da contesti «difficili», sono stati segnalati dai Carabinieri del Comando provinciale di Potenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del capoluogo lucano. L’ottavo, che ha 13 anni, non è imputabile. Sono stati scoperti dagli investigatori che hanno agito con metodi tradizionali, facendo domande e «ascoltando» le voci del paese. L’8 dicembre, a Natale e a Capodanno, insomma, nelle notti di tre giorni di festa, hanno forzato la porta d’ingresso del centro per la cura di bambini disabili. All’interno, agendo "come un branco», con in testa il più grande, che ha 17 anni, e forse anche sotto l’effetto dell’alcol, hanno gravemente danneggiato altre porte e le finestre. Poi hanno preso gli estintori e hanno imbrattato i muri con la polvere ignifuga. Un raid senza un perché, fatto probabilmente solo per combattere la noia o per vantarsi a scuola e nel paese. Sicuramente i loro genitori hanno detto di non sospettare di nulla e così, dopo la chiamata dei Carabinieri, si sono trovati davanti alla realtà.

E in provincia di Potenza la realtà dice che anche qui bisogna fare i conti con le baby gang. Solo due giorni fa, infatti, sempre i Carabinieri hanno portato alla luce un altro episodio che ha fatto riflettere il capoluogo lucano, una città dove la criminalità non è all’ordine del giorno: hanno bloccato quattro giovani - uno di 21 anni, due di 17 e uno di 16 - nelle aule dello storico liceo classico «Quinto Orazio Flacco», dove erano entrati per rubare o per danneggiare arredi e attrezzature. Indossavano felpe con il cappuccio in testa, come le baby gang delle fiction. Ma questa è realtà. (di Francesco Loscalzo, ANSA) 

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