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Mercoledì 21 Febbraio 2018 | 21:59

operazione della Guardia di Finanza di Bari

Bancarotta fraudolenta e riciclaggio
perquisizione al «Gruppo Ciccolella»

Bancarotta fraudolenta e riciclaggioperquisizione al «Gruppo Ciccolella»

BARI - Un bonifico sospetto di 600mila euro. E' questo passaggio momentaneo di danaro a coinvolgere il presidente del Bari calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, nel crac del gruppo floro-vivaistico Ciccolella di Molfetta (Bari). Giancaspro oggi ha subito perquisizioni che hanno riguardato anche la sede della società sportiva barese. E’ indagato per riciclaggio nell’inchiesta della Procura di Trani sul crac del gruppo Ciccolella, i cui tre ex amministratori sono accusati di bancarotta fraudolenta in concorso con un consulente e due prestanome. Stando all’ipotesi accusatoria i sette indagati hanno distratto fondi societari per oltre 7 milioni di euro dal 2015 ad oggi «tramite complessi passaggi di denaro e quote societarie tra società infragruppo e soggetti operanti in Italia e in Paesi Esteri (Malta e Gran Bretagna)».

I finanzieri baresi, su disposizione della Procura di Trani, hanno eseguito per tutto il giorno perquisizioni in una trentina fra abitazioni private, studi professioni e sedi di società, compreso l’ufficio di Giancaspro all’interno dello Stadio San Nicola. In concorso con il presidente della società sportiva barese, risponde di riciclaggio anche l’avvocato Michele Bellomo, titolare della società MASA Srl, ritenuto dagli inquirenti tranesi un prestanome dei Ciccolella.
La vicenda ha al centro un bonifico sospetto da 600mila euro risalente al febbraio 2016. La società di Bellomo, dopo un preliminare di vendita di un immobile di proprietà di Giancaspro, versò sul conto personale del futuro presidente del Bari la somma di 600mila euro. La trattativa immobiliare fallì e il denaro fu interamente restituito. Secondo la Gdf si trattò di un escamotage il cui fine sarebbe stato proprio quello di fingere la compravendita di un appartamento per dissimulare le presunte distrazioni di denaro provenienti dal crac del gruppo floro-vivaistico.

In serata, il Bari calcio, «al solo scopo di evitare l'alimentarsi di voci incontrollate e totalmente prive di fondamento, comunica la propria assoluta estraneità" all’indagine a carico di Giancaspro e precisa che «nessuna perquisizione, sequestro o anche soltanto acquisizione di atti ha riguardato FC Bari 1908 Spa».
Le condotte di bancarotta fraudolenta sono contestate in concorso ai fratelli Corrado, Vincenzo e Antonio Ciccolella, a capo dell’omonimo Gruppo (già quotato in borsa e fallito nel 2015), agli avvocati baresi Michele Bellomo e Francesco Quarto, ritenuti prestanome di società collegate, usate per riciclare i fondi distratti e il commercialista Gianluca Petrera di Bari, consulente delle società del Gruppo Ciccolella. Durante le perquisizioni i finanzieri hanno acquisito e sequestrato documentazione cartacea e digitale e hanno anche trovato denaro contante per alcune migliaia di euro. (di Isabella Maselli, ANSA)  

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