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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:46

Già coinvolto in un omicidio

Monopoli, arrestato bullo 15enne
«Minacce e spaccio di droga a scuola»

Il giovane era stato già arrestato nelle indagini per la morte di un anziano spinto da una scogliera: per questo episodio è stato scagionato, ma per lui altrui guai

tribunale minori

BARI - Torna in comunità per spaccio di droga, estorsione e furto il 15enne coinvolto nel procedimento sulla morte del 77enne Giuseppe Dibello, spinto in mare il 2 maggio 2017 da una scogliera a nord di Monopoli (Bari) insieme con l’amico 75enne Gesumino Aversa, sopravvissuto alla caduta in mare. Il ragazzo era stato arrestato per omicidio preterintenzionale e scarcerato due settimane dopo perché dalle indagini era emerso che non era stato lui a spingere in mare i due anziani, ma un amico 17enne.

In base agli accertamenti dei Carabinieri di Monopoli il giovane avrebbe messo in piedi un vero e proprio giro di stupefacenti costringendo i suoi compagni di scuola (un istituto professionale di Monopoli) ad acquistare droga. Proprio per via del suo coinvolgimento in un omicidio il 15enne incuteva terrore nei compagni; gli altri studenti non solo erano costretti ad acquistare anche quando non gradivano, ma per ogni spinello pagavano cifre enormi (50,00 euro), che il minorenne riscuoteva senza ammettere discussioni. Tutti sapevano che il 15enne spacciava, ma nessuno osava contrapporsi per paura delle pesanti ritorsioni, ovvero minacce, percosse e un clima di terrore che li accompagnava per tutta la durata delle lezioni, tanto che alcuni chiedevano ai propri parenti di essere accompagnati all’ingresso e all’uscita pur di non incrociare il coetaneo.

Nei confronti del 15enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Carbonara, l’accusa era stata quindi riqualificata in omissione di soccorso e sarà processato con il rito abbreviato il prossimo 29 gennaio. Una volta tornato in libertà, però, avrebbe iniziato - secondo l’accusa - a spacciare droga, costringendo due coetanei ad acquistare sostanze stupefacenti da lui e, quando i ragazzi non riuscivano a pagare, li avrebbe indotti a rubare gioielli ai genitori. Questa seconda indagine è partita proprio dalla denuncia della mamma di uno dei due ladri di gioielli. Questi ultimi sono indagati in stato di libertà, mentre per il 15enne il giudice ha disposto la misura cautelare del collocamento in una comunità di San Severo (Foggia). Dagli atti emergono anche episodi di violenza da parte del ragazzo: avrebbe picchiato i propri genitori e in una occasione un insegnante, venendo sospeso da scuola.

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