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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:44

chiuse le indagini

Dai treni liquami sui binari
due gli indagati
Trenitalia: ora è circuito chiuso

treno vivalto

BARI - La Procura di Bari ha chiuso le indagini sulle presunte violazioni ambientali relative allo smaltimento sui binari dei reflui provenienti dai bagni di alcuni modelli di treni in uso a Trenitalia. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma del pm Baldo Pisani, che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato a Mariella Polla, in qualità di direttore regionale Puglia di Trenitalia, e a Fabio Carlo, responsabile del servizio manutenzione e pulizie Puglia della società. L’indagine dei Carabinieri del Noe di Bari, nel novembre 2016, portò al sequestro di 8 treni regionali, 4 Minuetto e 4 Vivalto.

Secondo la Procura, la violazione accertata consiste nell’aver «smaltito illecitamente rifiuti speciali non pericolosi, quali reflui dei servizi igienici contenuti nei serbatoi, attraverso lo scarico sui binari della tratta ferroviaria gestita da Trenitalia che si attiva quando la velocità del rotabile supera i 40 chilometri orari». Gli inquirenti ritengono, infatti, che il Codice dell’Ambiente preveda che i reflui debbano essere trattati a bordo per evitare che lo smaltimento sulla linea possa essere fonte di rischio biologico.

«Pur nel convincimento di aver sempre operato nel pieno rispetto della normativa vigente, per venire incontro alle indicazioni dell’Autorità Giudiziaria, Trenitalia ha immediatamente approvato un importante piano di investimenti finalizzato ad introdurre modifiche migliorative su tutta la flotta Minuetto e Vivalto d’Italia passando a un sistema di toilette a circuito chiuso». Lo comunica Trenitalia in una nota, con riferimento all’indagine della Procura di Bari che ipotizza lo smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi perché da quei due modelli di treni i reflui dei bagni venivano scaricati direttamente sulla linea ferroviaria.
«A tal fine, - spiega Trenitalia - sono stati già stipulati contratti con le imprese incaricate di realizzare dei dispositivi atti ad eliminare le contestate dispersioni, che saranno installati su tutti i treni interessati e sono state già realizzate le modifiche sul primo esemplare di veicolo per ciascun tipo». La società, comunque, «ribadisce che, sul piano tecnico, tutti i treni utilizzati sono assolutamente in linea con le specifiche tecniche stabilite dalla normativa europea».

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