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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 12:48

Il nuovo presidente del consiglio

Comune Bari, Cavone: garanzia
a opposizioni e priorità a temi caldi

Comune Bari, Cavone: garanzia a opposizioni e priorità a temi caldi

Ironia del destino (complice l’assenza del vicepresidente Pasquale Finocchio), Michelangelo Cavone debutta da presidente dell’Aula prima ancora d essere ufficialmente eletto. E forse, l’andamento del Consiglio comunale, difficilmente potrà essere più polemico, litigioso e burrascoso di ieri mattina. «Vorrei ringraziare tutti i consiglieri che con il loro voto hanno inteso darmi fiducia», dice subito con tono istituzionale, ricordando illustri predecessori che evocano «rispetto e deferenza» - «da Natale Lojacono a Vitantonio Di Cagno, a Papalia, Reichlin, Dell’Andro e Pinuccio Tatarella» -, ma senza dimenticare chi ha appena lasciato l’incarico. «Di Rella è un esempio da seguire che ha dimostrato di essere estremamente capace, preparata, equilibrata. Spero di essere all’altezza, ma dovrò fare esperienza e lavorare molto».

Partiamo dal rapporto con le opposizioni, che chiedono garanzie.
«Io credo che finora il presidente abbia garantito loro gli spazi. E continueremo a farlo, d’altronde è il regolamento a prevederlo. E noi faremo rispettare il regolamento. Le opposizioni non saranno imbavagliate».

Intanto le minoranze non hanno partecipato al voto.
«Desidero collaborare con tutti, sia con chi mi ha votato sia con quanti, legittimamente, hanno fatto una scelta diversa. Anzi, soprattutto con questi ultimi, intendo capire le ragioni del loro dissenso e costruire un clima di proficuo e sereno confronto».

Qual è la prima cosa che farà?
«Convocherò al più presto la conferenza dei capigruppo e i proponenti gli ordini del giorno per capire quali sono ancora attuali, in modo da sfoltire i 65-70 argomenti da trattare e individuare le priorità». Inoltre, proporrò l’immediata costituzione della Commissione per la modifica dello statuto e del regolamento. Nel 1991 Bari fu la prima in Italia ad approvare lo Statuto (preso a modello da tante altre città italiane), grazie a Enrico Dalfino. Ne siamo orgogliosi, ma dopo 27 anni ritengo opportuno rivederlo e attualizzarlo senza intaccarne i principi e i valori fondativi».

Facciamo un passo indietro: si aspettava la designazione?
«Ho ricevuto solo una telefonata, ieri sera, poco dopo la mezzanotte. Ho visto il mio nome sui giornali, ma avevo l’impegno alla Città Metropolitana (la delega alla viabilità alla quale ha rinunciato, ndr) al quale tenevo tantissimo. Non è stata una scelta facile, mi mancherà, ma sindaco e maggioranza mi hanno chiesto di ricoprire questo incarico. Ed io ne sono onorato».
[n. perch.]

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