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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:59

il racconto in una intercettazione

'Ndrangheta, indagato: «Abbiamo
preso lo smaltimento dell' Ilva»

'Ndrangheta,  indagato: «Abbiamo preso lo smaltimento dell' Ilva»

CATANZARO - «Noi abbiamo preso, stanno facendo lo smaltimento dell’Ilva .. a Taranto». A parlare è Francesco Tallarico, componente del direttorio del clan Farao Marincola. In una intercettazione allegata all’inchiesta "Stige», Talarico sostiene che, attraverso un imprenditore vicino alla cosca e che si occupa di smaltimento di rifiuti, si era accaparrato alcuni lavori di smaltimento di scarti industriali e rifiuti tossici provenienti dall’Ilva di Taranto, avendo la possibilità di effettuare circa dieci o dodici viaggi giornalieri, con il materiale che sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese.

«A Taranto - dice in un colloquio intercettato Tallarico - e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale... con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno e ho chiamato a lui l’ho fatto parlare pure con il compare Pino .."

Il clan, attraverso società di facciata, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto diversi appalti di raccolta rifiuti in diversi Comuni delle province di Crotone e Catanzaro.

GLI ARRESTI DI OGGI - Maxi operazione dei Carabinieri del Ros e di quelli del Comando provinciale di Crotone contro la 'ndrangheta: 169 gli arresti in corso di esecuzione dalle prime ore di questa mattina in diverse regioni italiane e in Germania, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro. Nell'operazione, denominata "Stige", sono stati arrestati anche tre sindaci.

Al centro dell'inchiesta, riferiscono i carabinieri del Ros, le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche nel Nord e Centro Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania. Le indagini hanno documentato l'infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia che all'estero, circostanza che ha consentito alla cosca di strutturarsi come una vera a propria 'holding criminale' capace di gestire affari per milioni di euro.

Tre i sindaci arrestati - C'è anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla tra le 169 persone arrestate nell'ambito dell'operazione Stige. Parrilla, sindaco di Cirò Marina, è accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Complessivamente sono tre i sindaci arrestati. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici. Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo.

Le accuse rivolte ai 169 indagati sono associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall'indagine, curata dal procuratore Nicola Gratteri, dall'aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica locale: dal porto di Cirò al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e le slot machine.

Imposti prodotti cosca a ristoratori in Germania - Imponevano ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, l'acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca. Tredici persone sono state arrestate per estorsione in Germania. Secondo l'accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano anche divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

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