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Domenica 21 Gennaio 2018 | 07:35

acquaviva delle fonti

Vigile urbano lancia mortaretto
contro disabile nel Barese
Poi chiede scusa: non volevo

vigile con petardo

ACQUAVIVA DELLE FONTI - Il video che ritrae un vigile urbano che, in divisa, per strada, lancia un piccolo petardo tra i piedi di un disabile ultrasessantenne molto conosciuto in città è diventato virale su Whatsapp e ha scatenato l’indignazione di molti cittadini sui social. Il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, ha ordinato l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del vigile urbano, di 45 anni, ascoltato dal suo comandante e messo ora in ferie.

Il disabile, affetto da un disagio psichico, già in passato è stato al centro di vessazioni e umiliazioni: è stato più volte schiaffeggiato per strada dove ha anche dovuto subire il taglio dei capelli. Commentato l’accaduto sulla bacheca Facebook del sindaco, alcuni cittadini definiscono il gesto del vigile urbano un atto «vile» e di «bullismo» e chiedono sanzioni serie nei confronti dell’operatore che ha agito in divisa, a pochi passi dalla sede del Municipio e dal comando della polizia municipale.
«Sicuramente ci sarà una sanzione nei confronti del vigile - dice il primo cittadino - e voglio anche rivedere il Codice di comportamento degli appartenenti al Comando della Polizia municipale».

«Il vigile - continua Carlucci - ha spiegato di non aver agito con sadismo e si è reso conto di aver sbagliato. Per noi l’atto è vergognoso perché potrebbe indurre qualcuno a sentirsi autorizzato a compiere gesti più violenti nei confronti del disabile».

LE SCUSE - Una lettera di scuse indirizzata al sindaco di Acquaviva delle Fonti, al segretario generale del Comune e al comandante della polizia municipale della cittadina per lo «spiacevolissimo episodio» di cui è stato protagonista: è il gesto compiuto dal vigile urbano immortalato in un video mentre fa scoppiare un mortaretto tra i piedi di un disabile del paese da lui conosciuto. Le scuse sono rivolte anche alla vittima di quel gesto.
«Non voglio giustificarmi - scrive il vigile urbano - ma sento anche di respingere le accuse di chi mi rappresenta come persona insensibile ai problemi dei disabili. Il rapporto che c'era, c'è e spero ci sarà tra me» e il disabile, prosegue il vigile, «è stato, ed è, di quotidiana frequentazione e familiarità. Tanti concittadini potrebbero testimoniare che non gli ho mai negato la parola, l’ho sempre ascoltato e sono sempre intervenuto ogni qualvolta era deriso, molestato o maltrattato da altri concittadini».

Il vigile spiega che quel gesto «irripetibile e deprecabile», che ha commesso e non può negare, «va colto nel contesto di questo rapporto personale tra me e lui. In quel maledetto momento non ho considerato come un disabile psichico ma come una persona che conosco da sempre, fin da quando sono nato. Sono fortemente mortificato per quanto è successo e vorrei poter fare qualcosa per rimediarvi».
«Chiedo di venir giudicato per questo gesto - conclude - ma anche per quant'altro svolto in sedici anni di servizio. Saprete pure che ho cercato di adempiere al servizio a cui sono stato destinato anche quando non ero al meglio delle mie condizioni di salute».

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