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Martedì 16 Gennaio 2018 | 21:53

Le vittime sono fuggite

Cerignola, arrestati coniugi
perseguitavano i vicini di casa

Una storia di continue minacce e violenze culminate con l'estorsione. Eseguite altri due divieti di avvicinamento per stalking

polizia

Due coniugi sono stati arrestati dalla Polizia di Ceringola per aver minacciato i vicini. I provvedimenti hanno riguardato Giuseppe Petruzzelli, 61 anni, finito in carcere per atti persecutori, rapina aggravata ed estorsione e la moglie, Vincenza Di Benedetto, 60 anni, finita agli arresti domiciliari per atti persecutori. I fatti risalgono all’aprile 2017, quando vicini della coppia si erano trasferiti nella loro nuova abitazione. La famiglia offesa aveva incominciato a ricevere insulti, aggressioni fisiche e intimazioni a lasciare l’abitazione da parte dei coniugi Petruzzelli. Così pressanti erano state le minacce che la famiglia offesa, anche per tutelare le figlie minori, aveva deciso di abbandonare la nuova casa. Nel settembre scorso il Petruzzelli, incontrato il vicino di casa all’ingresso di un istituto di credito di Cerignola, lo aveva minacciato per farsi consegnare la somma di mille euro e, di fronte all’inerzia dell’uomo gli aveva sferrato un violento pugno.

Inoltre gli agenti di polizia hanno eserguito altre due ordinanze applicative della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa a carico di due cerignolani, G.V., classe 1970 e M.F., classe 1989, entrambi per atti persecutori nei confronti delle ex compagne.

Il G.V., era già destinatario del provvedimento di ammonimento del Questore di Foggia nello scorso mese di agosto per condotte persecutorie in danno della parte offesa una volta cessata la loro relazione, perché continuava a porre in essere atti persecutori in danno della stessa, molestandola ripetutamente, al punto da costringerla ad abbandonare la propria abitazione, vicina a quella dell’uomo; M.F., con piccoli precedenti, era già destinatario del provvedimento di ammonimento del Questore di Foggia nell’agosto dello scorso anno per condotte persecutorie nei confronti di un’altra ragazza con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale. Lo stesso, a seguito della decisione della parte offesa di interrompere la relazione sentimentale per diversi tradimenti e per l’abuso da parte dello stesso di sostanze alcoliche, dava adito ad un crescendo di violenze partite con insulti e minacce, estese anche al padre ed alla sorella di lei, fino a giungere a schiaffi e pugni, generando così nella donna ansia a tal punto da farle cambiare le abitudini di vita.

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