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Mercoledì 24 Gennaio 2018 | 04:44

in un call center

Paga da 33 centesimi all'ora
Cgil: serve legge anticaporalato

call center

TARANTO - Un bonifico di 92 euro per un mese di lavoro e tagli alla retribuzione in caso di assenza anche di soli tre minuti dalla postazione per andare alla toilette. Con la conseguenze che i compensi scendevano anche a 33 centesimi l'ora. E’ quanto denuncia la Slc Cgil di Taranto, che ha scoperto e denunciato un call center che avrebbe sfruttato le lavoratrici. Sette di queste si sono rivolte al sindacato, al quale hanno raccontato la propria storia. Un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Taranto.

«Un annuncio su un sito web - ha spiegato Andrea Lumino della Slc Cgil ionica - parlava di una azienda di Lecce con sede a Taranto, in via Bari, che offriva ben 12mila euro all’anno, ma la realtà non solo era differente, ma superava di gran lunga la loro immaginazione. Dopo un periodo di lavoro iniziato a metà ottobre e terminato a dicembre, le lavoratrici hanno scelto di licenziarsi. In busta paga avevano ricevuto il primo allucinante bonifico di appena 92 euro per un intero mese di lavoro». Alle loro rimostranze, «l'azienda ha risposto - ha osservato Lumino - che lasciando il posto per andare al bagno anche per un ritardo di tre minuti non riconosceva la retribuzione oraria. Ho calcolato l’effettiva paga con la calcolatrice, il risultato è di 33 centesimi di euro l'ora».
La Slc Cgil ha interessato i propri legali «che hanno valutato la possibilità - ha concluso Lumino - di collegare questa situazione alla legge contro il caporalato».

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