Martedì 17 Luglio 2018 | 08:06

la bufera

Aspiranti toghe in minigonna
Bellomo indagato a Bari

Sospeso il pm suo collaboratore. Analoga decisione potrebbe essere assunta per il Consigliere di Stato

toghe

BARI - Il consigliere di Stato, Francesco Bellomo, è indagato a Bari per estorsione. La Procura barese, che nei giorni scorsi aveva aperto un fascicolo d’indagine senza ipotesi di reato, sulla base di alcuni elementi acquisiti ipotizza ora che il magistrato amministrativo abbia obbligato alcune sue allieve della Scuola di formazione per magistrati a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e con trucco marcato e preteso che non fossero sposate. La vicenda era stata denunciata dal padre di una studentessa.

La Procura di Bari ritiene di essere competente ad indagare anche perché una sede della scuola di formazione 'Diritto e Scienza' di Bellomo ha sede anche nel capoluogo pugliese, città in cui il magistrato amministrativo risiede. Nel corso dell’indagine il procuratore aggiunto Roberto Rossi, titolare del fascicolo, convocherà in qualità di testimoni alcuni degli scritti al corso e procederà all’acquisizione di altri documenti (anche di natura fiscale) nella scuola.

Intanto il Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e ha collocato fuori ruolo il pm di Rovigo Davide Nalin, collaboratore del consigliere di Stato Francesco Bellomo nella Scuola di formazione giuridica «Diritto e scienza». A chiedere il provvedimento era stato il Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo, che ha anche avviato l’azione disciplinare nei confronti del magistrato. Nalin è accusato di aver fatto da «mediatore» tra Bellomo e una borsista per procurare al collega «indebiti vantaggi», anche di «carattere sessuale».

Quello del «tribunale delle toghe» è un provvedimento cautelare, adottato in via d’urgenza. Occorre evitare che Nalin possa reiterare «condotte «gravemente scorrette» e «incompatibili» con le funzioni giudiziarie, aveva scritto Ciccolo nel motivare la sua richiesta. Perchè si tratta di vicende di «tale degrado» da ledere non solo la personale "credibilità» del pm , ma quella dell’"intera giurisdizione».

Nell’ordinanza della Sezione Disciplinare del Csm - a quanto si è appreso - viene riconosciuta al pm Davide Nalin la posizione di «mediatore» tra le corsiste e il consigliere Bellomo ed anche un ruolo essenziale per il perseguimento degli obiettivi della scuola, come vero e proprio «alter ego» del Consigliere di Stato Francesco Bellomo.

E anche per Bellomo è nell'aria un «licenziamento». La commissione speciale del Consiglio di Stato che dovrà redigere il parere con la proposta di destituzione del consigliere Francesco Bellomo, si riunirà - a quanto si apprende - mercoledì 20 dicembre. Il parere dovrà poi essere steso e passare all’esame dell’adunanza generale, che verrà convocata il 10 gennaio e a cui parteciperanno i circa cento consiglieri che la compongono, provenienti da tutta Italia.

La decisione dell’adunanza dovrà a questo punto essere formalizzata dal Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa. La destituzione, ossia la rimozione definitiva dai ranghi della giustizia amministrativa, è la sanzione più alta prevista in quest’ambito e non ha praticamente precedenti.  Bellomo è sospettato di pressioni su borsiste della scuola per aspiranti magistrati da lui diretta, alcune delle quali sarebbero state obbligare a seguire una sorta di dress code, dovendosi presentare ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e con trucco marcato e con la pretesa che non fossero sposate. Una vicenda per la quale ora Bellomo è indagato dalla Procura di Bari per estorsione.

ANCHE PROCURA MILANO APRE INCHIESTA - La Procura di Milano ha aperto un fascicolo, allo stato senza ipotesi di reato né indagati, sulla vicenda del giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, di origini baresi e che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati 'Diritto e Scienzà a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato, pretendendo anche che non fossero sposate.

Al momento si tratta di un fascicolo a 'modello 45', ossia relativo ad atti non costituenti notizia di reato e, da quanto si è saputo, non sono arrivate nemmeno denunce a Milano (nel capoluogo lombardo c'è una delle tre sedi della scuola di formazione) contro Bellomo. Per valutare se e come procedere nelle indagini i magistrati milanesi, tra l’altro, si sono messi in contatto con i colleghi della Procura di Bari, dove Bellomo è indagato per estorsione, e della Procura di Piacenza, dove il padre di una studentessa ha denunciato vessazioni e minacce subite dalla giovane durante il corso per aspiranti magistrati.

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