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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:41

ambiente

Taranto senza ciminiere
ecco come i bambini
immaginano l'orizzonte

Da un'idea di Tiziana Magrì «Visionary Wind Days», al rione Tamburi laboratori di educazione al sogno reale

ambiente a taranto

di GIACOMO RIZZO

TARANTO - Cosa pensa un bambino che non può andare a scuola, non può giocare, non può passeggiare, per colpa delle polveri industriali trascinate dal vento che rappresentano un rischio per la salute? Si chiamano “Visionary Wind Days” i Laboratori di Visione sociale, laboratori d’arte e di educazione al sogno reale che nascono da un’idea di Tiziana Magrì, presidente dell'associazione Donna a Sud (il progetto grafico è invece di Tiziana De Pace). Il progetto inizierà domani, nella sala Murialdo della parrocchia Gesù Divin Lavoratore (dalle 17 alle 19), con il laboratorio artistico di Angelo Pacifico “Il territorio che siamo”, che proporrà a bambini e ragazzi un percorso di scoperta delle trasformazioni urbanistiche e sociali avvenute nel quartiere in cui vivono: come ri-visitare il proprio territorio. «Ciò che siamo abituati o forse meglio rassegnati a vedere – chiarisce Tiziana Magrì - ma che può trasformarsi. Oltre le polveri e alle ciminiere cosa vorrei vedere dalla mia finestra? Cosa mi piacerebbe ci fosse all’orizzonte? Attraverso un disegno realizzato su un foglio di carta acetata, posto sulla foto del proprio quartiere, ognuno potrà rielaborare e ricostruire l’aspetto di alcuni scorci selezionati ed emblematici della nostra città. Il risultato sarà un’opera di architettura contemporanea».

A seguire la lettura, destinata a bambini tra i 6 e gli 8 anni, del picturebook “Come? Cosa?” di Fabian Negrin e il laboratorio di creatività di Alessandra Gigante e Gaia Favaro: «sul molo di un non specificato porto – spiega Tiziana Magrì - una donna grida al marito già in barca: Ehi, cosa vuoi magiare stasera? Prendendo il largo il pescatore risponde: Purè di patate! Ma il vento distorce le parole e così la moglie capisce una cosa un po’ diversa. La donna chiede a suo figlio di andare a prendere quello che crede suo marito voglia mangiare. Da qui parte una grande avventura e, come ogni volta che un adulto ha a che fare con un bambino, non resta all’infanzia che affidarsi al caso per risolvere le cose. Durante il momento creativo ci affideremo proprio ai bambini, che attraverso il movimento, la voce e il gioco potranno immaginare strade diverse da percorrere proprio insieme al vento, che da sempre amico della città e del quartiere, desidera sollevare i sogni delle generazioni future rendendoli visibili e ben definiti».

Le attività vogliono far emergere quello che ogni bambino sente nei giorni in cui viene privato del gioco, del diritto all’istruzione (oggi è un Wind day e le scuole resteranno chiuse) «per rendere questa costrizione, inutile per noi di Visionary Wind Days, un momento di visione - sostiene la presidente di Donna a Sud - di una quotidianità magicamente diversa ma fattibile, di una storia del proprio quartiere cambiata, rivoluzionata e senza dubbio migliorata dalla speranza vivida e istintiva dell'infanzia».

Il bambino parla attraverso una storia, si fa domande su cui cerca di dare risposte facendo perno sull'immaginazione, attraverso un racconto inventato, personaggi fantastici e luoghi dell’anima. «Si muove – evidenzia Tiziana Magrì - in un eterno nuovo costante divenire, cerca di coordinarsi per riuscire a rappresentare fuori quello che percepisce sempre più chiaramente dentro di sè. Il vento, questa volta, ha portato anche i Visionary Wind Days, laboratori d’arte per sognare una realtà diversa, cavalcando un vento nuovo, un vento amico carico di immaginazione e non di polveri».

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