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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 20:57

sanità

Medicina di precisione
la Puglia diventa leader

Con una dote di 32 milioni per 4 anni, è nato «TecnoMed»

Medicina di precisione  la Puglia diventa leader

di Marisa Ingrosso

BARI - Con una dote di 32 milioni di euro e un rilevantissimo, quanto intangibile, patrimonio di competenze «made in Puglia», nasce nel Salento il primo TecnoPolo italiano per la Medicina di precisione. «Battezzato» TecnoMed, vede unire gli sforzi enti e istituzioni regionali e nazionali: Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Regione Puglia, Istituto di nanotecnologia (Nanotec-Cnr) di Lecce, Istituto tumori (Irccs) «Giovanni Paolo II» di Bari e Università di Bari.

Un comunicato spiega che «la sede sarà a Lecce, presso Nanotec-Cnr, e presso le strutture cliniche dell’Università e dell’Istituto tumori di Bari».

I soldi pubblici (32 milioni di euro per quattro anni), invece, fanno capo per lo più a risorse regionali, Cnr e Fondo integrativo speciale per la ricerca del Miur destinato all’iniziativa a seguito di decisione del Cipe. Secondo fonti Cnr, i fondi regionali ammonterebbero a circa 23 milioni, mentre il Cipe, il Cnr e gli altri enti coinvolti finanzierebbe la restante parte.

«Il rilancio dell’efficienza delle strutture sanitarie non può prescindere da investimenti in tecnologia e ricerca», ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, durante la conferenza di presentazione dell’iniziativa. «Vogliamo continuare a scommettere sulla scienza e sulla ricerca - ha concluso - La Puglia è da anni impegnata su questo fronte. Questa visione strategica ci ha permesso di essere certamente la regione del Mezzogiorno che più ha investito in innovazione e ricerca». Alla presentazione c’era anche il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, «cervello» salentino ma formatosi nella fucina di intelligenze pisana (dalla laurea in Fisica alla locale Università, al dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa).

«I tumori e le malattie neurodegenerative sono patologie di crescente impatto sanitario e sociale - ha precisato Giuseppe Gigli, direttore di Nanotec-Cnr - Sono necessarie nuove strategie che superino i limiti degli approcci tradizionali, standardizzati sul paziente medio, e sviluppino strumenti terapeutici su misura per il singolo, così da massimizzare i benefici riducendo gli effetti collaterali. Questo richiede un forte impegno a tradurre le tecnologie avanzate in risorse disponibili al letto del malato, attraverso una stretta integrazione tra ricercatori di base e clinici. Le nanotecnologie, intrinsecamente multidisciplinari e focalizzate sulla manipolazione della materia, sono tra le componenti di punta del progresso tecnologico necessario al raggiungimento di questi obiettivi». All’incontro, tra gli altri, hanno preso parte Antonio Delvino, direttore generale dell’Irccs «Giovanni Paolo II» e Giancarlo Logroscino, direttore del Dipartimento ricerca clinica in Neurologia dell’Università di Bari.

ingrosso@gazzettamezzogiorno.it

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