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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 20:55

sentenza corte d'assise

«Non ci fu sequestro»
Quattro assolti a Bari

sentenza

BARI - Dichiarò di essere stato sequestrato, picchiato e legato ad una sedia in una villa di campagna per un debito non pagato, ma potrebbe aver mentito. La Corte di Assise di Bari ha assolto quattro imputati dall’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione e ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché valuti le dichiarazioni rese durante le indagini e il processo dalle persone offese, la presunta vittima del sequestro e suo fratello. Tre dei quattro imputati sono stati però condannati per estorsione ai danni del fratello, dal quale avrebbero preteso il pagamento del debito.
I fatti risalgono al luglio 2008 e sarebbero stati commessi fra Giovinazzo (Bari) e Falconara Marittima (Ancona). Gli imputati, i fratelli Carlo e Michele Costantino, Vincenzo Germinario e Nicola Pilolli, erano accusati di aver sequestrato un 26enne di Giovinazzo perché non aveva pagato una partita di droga, e di aver poi raggiunto nelle Marche suo fratello costringendolo a consegnare loro il denaro dovuto. I giudici hanno ritenuto insussistente l’ipotesi del sequestro di persona, assolvendo Carlo Costantino, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, da ogni accusa. Hanno però condannato il fratello Michele, difeso dall’avvocato Gaetano Castellaneta, e gli altri due imputati a pene comprese fra sei e quattro anni di reclusione per l’estorsione al fratello della presunta vittima del sequestro. I tre, stando alla ricostruzione accusatoria condivisa dalla Corte di Assise, si recarono a Falconara Marittima facendosi consegnare duemila euro in contanti.

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