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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 10:44

il «Sant'Anna» di Noci è un ente ecclesiastico con sede a Roma

Noci, truffa sui lavori in casa di riposo. Arrestato ex assessore, 16 indagati: anche due suore

Truffa per lavori in casa di riposo arrestato ex assessore di Noci 16 indagati, anche due suore

Vittorio Lippolis, ex assessore comunale di Noci

BARI - Avrebbero gonfiato i costi dei lavori di ristrutturazione della casa di riposo «Sant'Anna» di Noci, ente ecclesiastico con sede a Roma, ottenendo tramite la Regione Puglia fondi europei non dovuti lati a 1,5 milioni di euro. Per i reati, a vario titolo contestati, di truffa aggravata, emissione di fatture per operazioni inesistenti e auto-riciclaggio, la Guardia di Finanza ha arrestato, con concessione dei domiciliari, l’ex assessore comunale di Noci Vittorio Lippolis, «ritenuto - dicono i finanzieri - il promotore e principale artefice della frode». Nei suoi confronti è stato eseguito anche un sequestro preventivo pari a 1,7 milioni di euro. Ad altre 15 persone, due consulenti, due religiose rappresentanti dell’ente ecclesiastico e imprenditori, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Stando agli accertamenti dei finanzieri della Tenenza di Putignano, coordinati dal pm Federico Perrone Capano, fra il 2014 e il 2016, grazie alla complicità di imprenditori compiacenti che emettevano fatture gonfiate, Lippolis avrebbe organizzato la frode ottenendo fondi pubblici in misura «di gran lunga superiori» - dice la Gdf - ai costi effettivamente sostenuti per i lavori di ristrutturazione.

«L'attività - continuano gli investigatori - ha permesso di dimostrare che le imprese esecutrici dei lavori restituivano gli importi illecitamente sovra-fatturati, successivamente suddivisi tra l’Ente Ecclesiastico ed il promotore dell’attività truffaldina, il quale li ha reinvestiti in una propria società».

Stando all’ipotesi accusatoria, infatti, gli indagati avrebbero percepito oltre 1,4 milioni di euro, il doppio rispetto ai costi effettivi dei lavori eseguiti per la ristrutturazione. Una parte di questi soldi sarebbe stata restituita da Lippolis ai rappresentanti dell’istituto, grazie alla complicità di 11 imprenditori ma, soprattutto, con la collaborazione dei due consulenti amministrativo/contabili della struttura ecclesiastica che materialmente avrebbero predisposto la documentazione, e di due religiose, Rita Palmira Caiaffa, 67enne di Copertino (Lecce), rappresentante legale dell’ente ecclesiastico, e Celia Maria Parente Portela, 51enne di origini brasiliane, economa dell’istituto, tutti indagati in stato di libertà.
Nell’indagine della Guardia di Finanza risultano indagati, oltre alle 16 persone fisiche, anche l’ente ecclesiastico Istituto 'Figlie di Sant'Anna' e la società Li.Pa. sas di cui Lippolis era il legale rappresentante e tramite la quale avrebbe riciclato i fondi indebitamente percepiti.

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