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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 10:46

Scoperti in un'indagine per droga

Assenteismo al Policlinico Bari
indagati quattro dipendenti
Avviati procedimenti disciplinari

Policlinico di Bari

BARI - La Procura di Bari ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di quattro persone, dipendenti del Policlinico di Bari, accusate di concorso in truffa aggravata e false attestazioni. La Guardia di Finanza ha accertato che nelle ultime settimane del 2014 uno di loro, con la complicità degli altri tre, si sarebbe ripetutamente assentato dal luogo di lavoro per svolgere altrove faccende personali. I finanzieri hanno documentato nell’arco di circa 30 giorni assenze quotidiane di alcune ore. I colleghi strisciavano il suo badge magnetico mentre lui si assentava per andare, per esempio, a prendere il caffè con amici.

La vicenda, documentata da intercettazioni telefoniche, è stata scoperta casualmente dagli investigatori baresi che indagavano su un presunto traffico di droga fra Spagna e Italia, nel quale i quattro dipendenti del Policlinico non sono coinvolti. L’inchiesta sulla droga, chiamata «Lupin», il 7 novembre scorso ha portato all’arresto di 19 persone e al sequestro di beni per circa 5 milioni di euro. Oggi nei confronti di sei di loro, i cui redditi sono risultati troppo bassi rispetto ai beni posseduti e al tenore di vita, la Gdf ha eseguito ulteriori sequestri preventivi per oltre 2 milioni di euro, ponendo i sigilli a beni mobili e immobili, complessi aziendali, quote societarie e un’imbarcazione.

AVVIATI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI - «Il Policlinico ha da sempre avuto un atteggiamento teso alla prevenzione dei fenomeni di assenteismo» e «anche in questo caso i casi di assenteismo saranno devoluti alla competenza dell’ufficio di disciplina». Lo precisa in una nota la direzione generale dell’azienda ospedaliera barese in relazione all’indagine della magistratura che avrebbe accertato 4 casi di assenteismo di dipendenti del Policlinico di Bari.
Sottolineando il proprio «ruolo estremamente collaborativo» nell’indagine, l’ospedale spiega di essersi dotato negli ultimi anni di nuovi modelli organizzativi e di un Upd (Ufficio procedimenti disciplinari) «di altissimo profilo specialistico oltre che etico e morale (un presidente del Tar prima e un generale dei carabinieri poi) a garanzia del mantenimento della legalità all’interno dell’azienda ospedaliera più grande del Meridione».
La direzione generale del Policlinico «condanna fortemente» l'episodio accertato dalla Gdf barese e aggiunge che «tali comportamenti, ove dovessero essere confermati in ambito disciplinare, saranno sanzionati in misura proporzionale alla gravità del fatto commesso e al danno all’immagine arrecato al Policlinico». Infine, li definisce «atteggiamenti riprovevoli, intenzionalmente elusivi e fraudolenti da parte di quei (fortunatamente) pochi soggetti che gettano discredito nei confronti di una sanità che invece è fatta di tantissimi altri soggetti che lavorano con enorme spirito di abnegazione, sacrificio e generosità a favore dei nostri pazienti bisognosi di assistenza». 

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