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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 20:52

doccia fredda

«Sospesa la ricostruzione
di San Nicola a Manhattan»

Fu distrutta nelle stragi dell'11 settembre. Per i lavori, donazione barese

ground zero

di ARMANDO FIZZAROTTI

«Doccia fredda» a New York per la ricostruzione della chiesa di San Nicola a Manhattan, il tempio ortodosso distrutto nella strage degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 e in fase di ricostruzione con un contributo barese. Ha annunciato la «sospensione temporanea» dei lavori nei cantieri l’Arcidiocesi greco-ortodossa d’America, che sovrintende all’«operazione resurrezione» a Ground Zero. Uno stop che, però, rischia di non avere una data certa di revoca e causato da problemi nei bilanci - riferisce sempre la Chiesa ortodossa americana - relativi alle donazioni raccolte per far continuare i lavori nel cantiere della ditta Skanska.

Problemi che non appaiono semplici, in quanto, sempre secondo quanto riferito dall’Arcidiocesi, progetto e ricostruzione della chiesa ora sono al vaglio degli «007» di due Società indipendenti specializzate nella revisione dei bilanci: la Pricewaterhouse Coopers Llp (Pwc) e la Baker Hostetler Llp.

La nuova chiesa è in corso di realizzazione dal 2014 al civico 130 di Liberty Street, luogo in cui si trovavano una volta i grandi uffici della Deutsche Bank. La San Nicola precedente, distrutta nella strage di 16 anni fa, sorgeva invece al numero 155 di Cedar Street.

Alla progettazione della nuova opera ha contribuito l’archistar internazionale ispano-svizzero Santiago Calatrava e il costo totale della nuova costruzione è stimato in 50 milioni di dollari, raccolti appunto presso sponsor pubblici e privati dalla «St. Nicholas Greek Orthodox Church and National Shrine» (Chiesa di San Nicola greco-ortodossa e Santuario nazionale statunitense) guidata dall’Arcivescovo Demetrios, originario di Salonicco (Grecia).

Fra gli sponsor, appunto, il Comune di Bari con alcuni privati baresi, che in delegazione con l’allora sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia effettuò una donazione di 316mila dollari.

La partecipazione dei baresi fu decisa anche in considerazione dell’unicità della Basilica di Bari Vecchia, che al suo interno ospita celebrazioni religiose sia di rito cattolico sia ortodosso. E gli Ortodossi si riuniscono proprio in cripta, dove sono custodite le ossa di San Nicola di Myra (portate qui dai marinai baresi nel 1087).

Il contributo barese fa parte di un grande «paniere» nel quale fra gli altri sono compresi il Comitato ebraico americano, l’Arcivescovado cattolico di Boston, l’Unione degli armatori navali della Grecia, l’Ambasciata del Qatar e la Missione permanente di Cipro presso le Nazioni Unite.

Alcuni mesi fa gli ortodossi d’America annunciarono che il completamento dei lavori era previsto per il novembre 2018. Ma ora è arrivato il brusco stop, che suona quasi una beffa per un tempio dedicato al Santo che nella sua biografia «vanta» una donazione a favore di una famiglia bisognosa...

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