Venerdì 20 Luglio 2018 | 10:37

Calcio

L'erba del «San Nicola»
tornerà presto al top

L'agronomo della Lega: «Il ritardo del freddo ha sballato i piani»

L'erba del «San Nicola»  tornerà presto al top

BARI - «Sul piano estetico non è stato uno spettacolo all’altezza della serie B, ma assicuro che il terreno del San Nicola non vive le crisi attraversate nel passato». Parola di Giovanni Castelli, agronomo della Lega Calcio. Già, perché le immagini del manto erboso dello stadio barese ingiallito o sabbioso non sono certo una primizia scoperta durante Bari-Palermo di domenica scorsa. Innumerevoli, infatti, sono state le estati nelle quali il prato dello stadio si è presentato alla stregua di un campo di patate: situazioni che, protratte nel tempo, portarono prima al rifacimento del manto erboso ad opera del Comune di Bari nel 2012, poi agli ulteriori lavori che nel biennio gestito da Gianluca Paparesta furono avviati sia sul terreno del San Nicola, sia su quello dell’antistadio. Interventi che portarono pure il premio (conseguito nel 2016) di campo migliore della categoria, conferito dalla Lega di serie B.

Durante il match con i siciliani, tuttavia, è sembrato di tornare indietro nel tempo: erba di diverse colorazioni e vaste zone sabbiose sono balzate immediatamente all’occhio. «Il problema è soprattutto di natura visiva», spiega Castelli. «Ma escludo che la gara ne abbia risentito né sul piano strettamente atletico, né su quello della performance delle squadre. Per intenderci: non vedo particolari rischi di infortuni a causa del campo. Certo, non è stato un bel vedere: una partita di calcio a tale livello deve essere comunque un prodotto godibile per chi viene allo stadio e vendibile sul piano televisivo. Ecco perché la situazione va risolta quanto prima». Sulle cause di tale situazione, Castelli ha le idee chiare. «Si tratta della natura dell’erba», spiega l’agronomo. «Quella utilizzata a Bari, come a Palermo, Pescara, Napoli, Palermo, Firenze e Ferrara, si chiama “bermuda” ed è particolarmente adatta alle alte temperatura. Si tratta un manto particolarmente resistente che risponde ottimamente a traumi e torsioni provocati dagli atleti. In vista delle temperature più basse, tuttavia, tale tipo di erba si rivela inadatta ed è indispensabile una risemina per generare zolle conformi al freddo. Il Bari è regolarmente intervenuto ad ottobre, ma il caldo ha impedito che la nuova erba attecchisse. E quando si è ripetuta la risemina, il freddo improvviso, ha impedito la crescita delle nuove foglie».

La sabbia, pertanto, era stata messa per uniformare il terreno, ma la pioggia dei giorni scorsi ha impedito che andasse in profondità. «Sono convinto che la situazione sia recuperabile in tempi brevi», aggiunge Castelli. «Bisogna insistere nella risemina e sperare che regga un po’ il clima mite per favorire la crescita del prato. Le prossime settimane saranno decisive paradossalmente più della lunga sosta che cadrà nel periodo freddo. Farò un sopralluogo prima di Bari-Parma, in programma il 21 dicembre. Magari per il match con gli emiliani lo stato del campo non sarà ancora perfetto, ma certamente migliore. Peraltro, il presidente Giancaspro è uno che vuole ogni cosa in ordine: perciò, sono convinto che si impegnerà a fondo per risolvere ogni intoppo».

Ieri, intanto, la squadra ha ripreso a lavorare, in vista dell’impegno di sabato a Perugia. Seduta differenziata per Archimede Morleo (sta superando noie ad un polpaccio), mentre Djavan Anderson si è recato a Roma per una visita di controllo a Villa Stuart: difficile, tuttavia, che l’olandese sia arruolabile già per la sfida agli umbri. Fermo, infine, Norbert Gyomber che contro il Palermo ha riportato un problema al flessore: il difensore slovacco rischia di aver concluso in anticipo il 2017: potrebbe rientrare alla prima del girone di ritorno che scatterà il 20 gennaio.

Davide Lattanzi

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