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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 14:56

«Infermeria senza medico»

Operaio colto da infarto
e salvato dai colleghi
al Marimuni di Taranto

Marina militare: appalti e tangenti, 11 indagati

TARANTO - Funzione Pubblica Cgil, Cisl Fp e Uil Pubblica amministrazione di Taranto chiedono in una nota l'istituzione di un primo soccorso, retto da un medico, nello stabilimento di Marimuni Buffoluto (la direzione del Munizionamento navale), dove nei giorni scorsi un operaio colto da infarto miocardico si è salvato «solo - sostengono - per il tempestivo intervento dei suoi colleghi, mentre il servizio di infermeria interna a Marimuni e il Pronto Soccorso del Servizio sanitario nazionale fanno acqua da tutte le parti». I lavoratori rappresentanti della sicurezza si sono autosospesi dall’incarico.

Il punto di primo soccorso con la presenza di un medico in opifici come quello di Buffoluto, in cui si manipolano e conservano esplosivi, è previsto, osservano le organizzazioni sindacali, sia dal «Testo Unico in materia di salute e sicurezza», sia dal «Decreto del ministero della salute, che si occupano proprio del servizio sanitario da organizzare a livello aziendale».

I sindacati chiedono «di fare piena luce su quanto accaduto in quella giornata e, a prescindere dalle responsabilità individuali per l’omissione di soccorso, che venga subito posta attenzione sull'organizzazione interna del servizio sanitario. A cominciare dal medico che lo Stato Maggiore della Marina Militare e l’Ispettorato generale della Sanità militare dovranno assegnare rivedendo l’assetto organizzativo interno». Si sollecita infine un protocollo d’intesa con i presidi ospedalieri territoriali «che dia anche indicazioni specifiche a chi opera in settori sensibili come quelli a rischio di incidente rilevante».

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