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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 23:02

Inquinamento a Taranto

Esposto contro Ilva-Eni
con 2300 sottoscrizioni

Ennesima denuncia Imponente dossier depositato ai carabinieri del Reparto operativo corredato da documentazione, foto e video

Esposto contro Ilva-Eni con 2300 sottoscrizioni

Sono 2300 le firme raccolte da Peacelink per l’esposto contro Ilva ed Eni depositato ieri mattina ai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Taranto per essere inoltrato alla Procura della Repubblica. Nel dossier, composto da 16 pagine e un dvd contenente video, filmati e documenti relativi alle attività produttive dello stabilimento siderurgico Ilva e della raffineria Eni, «si evidenziano - è stato spiegato dai proponenti - criticità ambientali connesse al loro ciclo produttivo».

La documentazione Ilva si riferisce «ad emissioni non convogliate e gestioni rifiuti delle aree: parchi minerali, cokeria, altiforni, Grf, acciaierie, discariche rifiuti speciali»; la documentazione Eni riguarda, invece, «emissioni e inottemperanza a prescrizioni in merito ad accensione torce, serbatoi, stato manutenzione, sversamenti, acque prima pioggia, inaccessibilità pozzetti campionamento, stato falda, emissioni odorigene e scarichi a mare».

Con l’esposto si chiede al procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, di disporre «gli opportuni accertamenti - si fa presente nel dossier - in merito a quanto esposto in narrativa e nella documentazione digitale allegata al fine di valutare gli eventuali profili di illecito penale, di individuare i responsabili e procedere nei loro confronti perché riteniamo che tali avvenimenti possano rappresentare un serio rischio per la salute degli operai e dei cittadini di Taranto in particolar modo per coloro che abitano nei quartieri limitrofi alla zona industriale». Peacelink e le altre associazioni ritengono che «l'immunità penale per l’Ilva deve essere abolita. La questione dell’immunità penale per l’Ilva rappresenta oggi il vero baricentro di tutta la questione sul tappeto in questo momento. La questione dell’immunità è ignorata ma esiste. E noi non vogliamo che a Taranto - si legge nell’esposto - venga consentita quella che consideriamo una potenziale “licenza d’uccidere” garantita per legge. Ed è per questo che vogliamo a Taranto un Osservatorio mortalità in tempo reale per verificare ufficialmente in modo istantaneo se i decessi a Taranto sono tornati nella normalità o se permangono più elevati rispetto all’atteso. Questo lo chiediamo per mettere sotto osservazione in particolare i Wind Day, quello che accade quando spira vento da nord dalla zona industriale verso la città, l’ordinanza varata dal sindaco Melucci per chiudere le scuole dei Tamburi in quei giorni e la mancata copertura dei parchi minerali».

[M.Maz.

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