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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 18:20

nuove povertà

A Foggia il «Rei»
interessa 30mila famiglie

La stima delle Acli condotta con le Caritas parrocchiali nel capoluogo e in provincia

povertà

FOGGIA - Il REI, la nuova misura per il contrasto alla povertà, è stato introdotto dal decreto legislativo n° 147 del 15 settembre 2017. Secondo le stime del Ministero questa misura raggiungerà pressapoco 500.00 famiglie e cioè all’incirca 1,8 milioni di persone di cui 700.000 minori. La dotazione prevista ed approvata nella finanziaria per il 2018 è di 1,8 miliardi di euro. Nella provincia di Foggia le Acli attraverso i loro canali, l’Iref, e le Caritas parrocchiali hanno stimato tra le 20.000 e le 30.000 le famiglie che potranno usufruire di questa misura di sostegno. Un’opportunità a cui accederanno i cittadini formulando un’apposita domanda (si possono già presentare) e a cui, riscontra il presidente delle Acli Fabio Carbone, «non è stata data alcuna forma pubblicitaria e comunicazione da parte dei comuni che dovrebbero ricevere le domande dei cittadini interessati. Né tanto meno le organizzazioni come noi delle Acli, sono state messe nelle condizioni di ricevere direttive e indicazioni su come procedere a supporto dei comuni stessi». «Le Acli attraverso la loro rete di circoli sparsa sia nella città capoluogo che in provincia sono già predisposti ad accogliere i cittadini per aiutarli nella complessa compilazione della domanda», aggiunge Carbone.

Ma veniamo a spiegare cosa è il REI e come funziona: il Reddito di inclusione sociale, sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva e l’assegno di disoccupazione Asdi divenendo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà. È composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo. L’entità dell’assegno mensile segue criteri quali la dimensione del nucleo familiare e la distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. I livelli mensili massimi del beneficio sono pari a 187,50 euro per una persona; 294,38 euro per due persone; 382,50 euro per tre persone; 461,25 euro per quattro persone e 485,40 per cinque o più persone. La durata dell’erogazione dell’assegno prevista è di 18 mesi e rinnovabile per non più di 12 con un tempo di almeno 6 mesi tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo.

Il progetto personalizzato per l’integrazione sociale e lavorativa, invece, riguarda anche la situazione lavorativa, ma con attenzione a elementi di indiscussa necessità come la ricerca della casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli. Il progetto è affidato ai comuni che lo definiranno e lo monitoreranno. Alle famiglie interessate dal progetto spetta la sottoscrizione dello stesso entro 20 giorni, il mancato rispetto degli impegni derivanti si traduce in una riduzione di un quarto del beneficio mensile fino alla completa decadenza.

Beneficiari potranno essere cittadini italiani e comunitari, mentre gli extracomunitari dovranno essere in possesso di permesso di soggiorno e titolari di protezione internazionale e comunque residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Tra i requisiti c’è quello familiare che contempla la presenza di una persona di età minore di 18 anni; una persona con disabilità, almeno un suo genitore o tutore; una donna in stato di gravidanza accertata o un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni in stato di disoccupazione da almeno tre mesi e che non riceva altro sussidio di disoccupazione.

Criteri di assegnazione sono l’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, e l’ISRE, indice della situazione reddituale, oltre al patrimonio mobiliare ed immobiliare. Parliamo di una cifra pari o inferiore a 6 mila euro per l’ISEE e 3 mila euro per l’ISRE. Tra i vincoli patrimoniali, quello immobiliare non deve superare i 20 mila euro ad esclusione della casa di proprietà; mentre quello mobiliare non deve superare i 10 mila euro. Da considerare, ancora, la riduzione della soglia massima del patrimonio immobiliare a 6 mila euro e 8 mila euro per nuclei familiari composti da una persona o due rispettivamente. Infine, nei due anni precedenti nessun familiare può avere acquistato auto, moto o barche. Una novità è rappresentata dalla Carta Rei, carta prepagata e ricaricabile, il cui ammontare disponibile mensilmente potrà essere prelevato per metà in contanti e per l’altra metà utilizzabile come la Carta Acquisti che sostituisce.

«Noi delle Acli, dichiara ancora il Presidente Carbone, crediamo che affrontare il fenomeno della mancanza di lavoro con tassi altissimi di disoccupazione come quella giovanile e un’emigrazione di giovani, senza precedenti e del progressivo depauperamento del territorio nazionale dei valori legati alla Carta Costituzionale e alla dignità umana è un’urgenza dell’agenda politica nazionale che investe ed interroga anche la nostra Capitanata da vicino. Il REI è un primo approccio temporaneo per tamponare una povertà sempre crescente nell’attesa di una proposta politica che sia all’insegna di un vero piano industriale sociale e d economico di rilancio del sistema Paese», sottolinea il presidente delle Acli provinciali di Foggia, Fabio Carbone.

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