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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 18:24

lavoro

Partito il licenziamento
per i 225 della «Gse» a Brindisi

L'ultima possibilità è legata all'asta del 27 dicembre

vertenza Gse

DI ANTONIO PORTOLANO

BRINDISI - Partiranno nelle prossime ore le lettere di licenziamento collettivo per i 225 dipendenti della Gse industria aeronautica srl (218 diretti della Gse - 2 nel frattempo si sono dimessi - e 7 della partecipata al 100% di Gse Aero composite). Il via libera è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri dopo una lunga riunione all’ufficio del Lavoro della Provincia di Brindisi alla presenza di tutte le sigle sindacali, la curatela fallimentare, la direzione aziendale e il dirigente incaricato della Provincia. La procedura di licenziamento collettivo è comunque subordinata all’esito della terza asta per la vendita della società del settore aeronautico che parte da una base di 4 milioni di euro e si svolgerà il 27 dicembre prossimo. Nel caso in cui la società dovesse essere acquisita i licenziamenti sarebbero naturalmente revocati dal momento che la vendita presuppone l’acquisto in blocco non solo dei manufatti e dei beni strumentali ma anche la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Si tratta dell’ultima possibilità di salvezza per la società, una delle più importanti del settore aeronautico brindisino, che ha in piedi importanti contratti di fornitura con i committenti quali «Strata Manufacturing», «Leonardo» e «Boeing».

Ieri è ripresa la discussione - interrotta il 4 dicembre scorso - sulla questione dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo. La seduta era stata rinviata per il dubbio da parte di una sola sigla sindacale sulla possibilità di usufruire della Cassa integrazione straordinaria (Cgis) fino al 28 febbraio. Tuttavia come già ampiamente conclamato - considerati contenuti della ordinanza dello stesso giudice fallimentare - la Cigs è subordinata allo stesso esercizio provvisorio dell’azienda. È quindi possibile procrastinarla al 31 gennaio solo per dare la possibilità, dopo l'aggiudicazione del 27 dicembre, di finalizzare la vendita tramite atto notarile il 23 gennaio. Insomma non esistono i presupposti per una proroga della Cgis se non si fa avanti un compratore, e - gioco forza - ulteriori ritardi nell’invio delle lettere di licenziamento, per contro, si rivelerebbero un danno per gli stessi lavoratori. Da qui la decisione dei sindacati di agire in maniera responsabile dando corso all’accordo. Le speranze dei lavoratori e dei sindacati sono tutte rivolte all’asta del 27 nella speranza che qualcuno sia pronto ad acquistare Gse, se così non fosse ne sarà decretato il fallimento.

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