Cerca

Domenica 17 Dicembre 2017 | 22:44

l'indagine

Trani, processo «Revolving cards»
l'accusa vuole due condanne

Il pm: resta l'usura, truffa prescritta. Chieste 3 assoluzioni

Trani, processo «Revolving cards» l'accusa vuole due condanne

ANTONELLO NORSCIA

TRANI - Due condanne e 3 assoluzioni. Queste le richieste del pubblico ministero tranese Michele Ruggiero nel processo sui presunti illeciti delle revolving cards di American Express.

Il pm ha chiesto che il tribunale collegiale presieduto da Giulia Pavese condanni (col beneficio della pena sospesa) ad 1 anno e 4 mesi di reclusione Giglio Del Borgo, direttore generale e rappresentante legale di American Express Service Europe Limited per l’Italia nonchè responsabile area carte e viaggi dal 2005 al 12 marzo 2008; e ad 1 anno e 8 mesi Francesco Fontana, rappresentante legale di American Express Service Europe Limited e dirigente dell’area ufficio legale. La richiesta riguarda il reato di usura, risultando prescritte, per il pm, le ulteriori accuse di truffa e tentata truffa. Chiesta, invece, l’assoluzione, sebbene con l’equivalente della vecchia formula dell’insufficienza di prove per l’accusa di usura, per gli altri 3 imputati: Massimo Quarra avente lo stesso ruolo di Del Borgo dal 12 marzo 2008 in poi; Melissa Perinetti, dirigente dell’area prodotti carte di American Express; Daniele Di Febo, dirigente dell’ Area Compliance, settore che cura la conformità alla normativa italiana dei prodotti «Amex». Anche per loro il pm ha ravvisato la prescrizione per le ipotesi di truffa e tentata truffa.

Ieri mattina Ruggiero ha aperto la requisitoria proprio con le sue richieste, per poi motivarle in un’accorata discussione protrattasi per ore. I manager furono accusati dei presunti illeciti mascherati dalle «revolving cards» di American Express, con conseguente danno per i clienti-titolari delle carte «gold» e «bleu», la prima con linea di credito maggiore rispetto alla seconda. Per l’accusa, «Amex» avrebbe conseguito «un ingiusto vantaggio patrimoniale» grazie ad artifizi e raggiri ed a clausole contrattuali insidiose e poco chiare.

Nel processo sono costituiti parte civile l’Adusbef, sia a livello nazionale, con l’avvocato Antonio Tanza, che a livello regionale, con l’avvocato Vincenzo Laudadio, e 4 delle 10 persone dalle cui denunce, nel 2008, prese origine l’inchiesta. Le parti civili hanno concluso chiedendo la condanna di tutti gli imputati per tutti i reati contestati. Adusbef ha, inoltre, invocato una provvisionale di 20mila euro in solido tra gli imputati mentre i difensori (Giacomo Ragno, Massimo Ungaro, Nicola De Candia) di ciascun denunciante la provvisionale di 10mila euro.

Per le difese, l’avvocato Maurizio Bellacosa ha insistito nella richiesta di completa assoluzione di Perinetti. I difensori degli altri imputati discuteranno nell’udienza dell’11 dicembre. In quella data il Tribunale fisserà, per dopo l’Epifania, l’udienza per le repliche e la conseguente camera di consiglio che emetterà la sentenza di primo grado.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione