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Unioni civili

Bari, centinaia in piazza
ballano «We are family»

unioni civili a Bari

BARI - E’ arrivata puntuale anche a Bari la «sveglia» suonata oggi all’Italia dalle associazioni per la difesa dei diritti degli omosessuali che in piazza hanno manifestato in favore dell’approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili: alle 18 in punto le suonerie dei telefonini sono scattate nel capoluogo pugliese dove in centinaia hanno ballato sulle note di 'We are family'.

All’evento sono intervenuti anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «Difendiamo il matrimonio egualitario - hanno detto i promotori della manifestazione - per noi questo ddl è il minimo indispensabile: siamo qui per l'uguaglianza, per i diritti e per l’amore». Insomma, «per lasciare l’impronta nel cuore di chi ascolta», così come era possibile fare su una tela poggiata al suolo, intingendosi le mani nella vernice rossa.

Per Rosa Perrucci dell’Arcilesbica Mediterranea Bari, occorre dire «a gran voce che vogliamo l'approvazione di una legge che estenda il matrimonio anche alle coppie omosessuali e che permetta alle famiglie omogenitoriali di avere una tutela per i loro figli che in questo momento purtroppo non abbiamo». «Siamo qui - ha sottolineato - per far vedere che esistiamo e gridare che abbiamo bisogno dei nostri diritti».

Per Decaro, «siamo l’unico paese europeo che non ha mai legiferato sull'unione civile: è arrivato quindi il momento anche per l’Italia» la cui «società è molto più avanti rispetto alla politica».

A Emiliano i giornalisti hanno chiesto di commentare le parole di Papa Francesco, secondo il quale non bisogna fare confusione con la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione: «Non mi permetto di commentare le parole del Papa, non sono all’altezza - ha detto il governatore - posso solo dire che la Costituzione della Repubblica definisce un modello di famiglia ma non esclude che, per principio di uguaglianza, altri modelli di unione tra le persone possano avere riconoscimento da parte della legge».

«La famiglia è potentissima, non ha bisogno di essere difesa dalle nostre paure - ha sottolineato Emiliano -. E' in grado di reggere qualunque circolo d’amore che siamo in grado di costruire. Nessuno deve temere che la famiglia come istituzione possa venire meno perchè due persone dello stesso sesso decidono di unirsi in un vincolo stabile, definito dalla legge».
«Anzi - ha rilevato - questo è un ulteriore rafforzamento di una idea della vita basata su circoli umani che, nelle varie forme, hanno molto a che fare con la famiglia tradizionale e vengono da lì. Perchè ciascuno di noi viene da una coppia eterosessuale». «Quindi - ha proseguito - devono evidentemente accettare l’idea che tutto ciò che viene da una coppia innamorata è una benedizione, civica o religiosa, questo decidetelo voi».

Parlando della sua partecipazione alla manifestazione, Emiliano ha detto di aver «dedicato tutta» la sua «vita ai diritti delle persone, al diritto all’eguaglianza, al diritto alla sicurezza, a crescere, a immaginare i propri sogni e a farli diventare realtà. Quindi sono qui naturalmente, senza polemiche, senza contestare nessuno. Chiedendo a ciascuno di valutare che la vita è un valore irripetibile. Purtroppo è anche molto breve e dunque va vissuta sempre con pienezza». «Quindi - ha concluso - penso che le unioni civili, potere legittimare la propria unione con la persona della tua vita, sia un fatto importantissimo che costituisce la persona».

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